Turismo, numeri (poco) incoraggianti per Trieste. L’incognita della Barcolana

15.09.2020 – 09.10 – Mentre la montagna ha registrato il tutto esaurito e le località balneari si sono difese bene nei numeri e nell’afflusso, sono state le città d’arte a soffrire maggiormente le conseguenze della crisi post Coronavirus, quest’estate. Trieste, in tal senso, non fa eccezione, perchè proprio il 2020 doveva essere l’anno delle crociere, l’anno del boom turistico dopo i risultati inaspettati di un 2019 che prometteva un’evoluzione turistica della città.
Gli alberghi, in quest’ambito, hanno confermato i numeri negativi: appena il 30, 40% di presenze rispetto al tutto esaurito del 2019, ha confermato Guerrino Lanci di Federalberghi. E la Barcolana? Prenotazioni pressoché assenti, con (qualche) speranza di avere degli arrivi “last minute”.

Trieste, ad agosto, è stata sede di un turismo occasionale, composto da connazionali che viaggiavano verso altre destinazioni e vedevano nella città una fermata di transito con le sue attrattive; ma è scomparso quel turismo di lusso, composto ad esempio dai russi, sul quale la Regione aveva puntato negli anni precedenti.
Tito Di Benedetto, Hotel Manager del DoubleTree by Hilton Trieste, ha osservato che “La prospettiva per l’autunno è poco promettente: mancherà la clientela “corporate”, perchè sono tutti in smart working. Fino a quando non ci sarà il vaccino anti Covid-19 non viaggeranno molto” ha concluso.

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