Domani si torna a scuola; a che prezzo? I protagonisti tornano a essere i giovani

13.09.2020 – 19.52 – Domani si riaprono le aule delle scuole su tutto il territorio italiano: fino ad oggi tutti i protagonisti per la riapertura della scuola sono stati il governo, i politici, gli insegnati e i presidi – oltre ai banchetti singoli e alle regole di distanziamento – ma da domani i veri protagonisti saranno gli studenti, davanti ai quali si presentano grandi sfide in termini di adattamento e in materia di responsabilità, di tenacità e costanza. La sfida più grande di cui si parla non è il rischio contagio Covid, che più di tanto, visto anche cos’è accaduto in altri paesi, non spaventa, bensì le nuove condizioni e modalità formative con cui gli studenti e gli insegnanti dovranno convivere, collaborando. Saranno all’altezza? Non lo sappiamo, ma lo speriamo.

Il premier Giuseppe Conte ha opportunamente rivolto i suoi auguri a studenti, genitori, insegnanti, dirigenti scolastici e personale in un messaggio di tre minuti su Internet, in cui ricorda che “sarà un momento di intensa emozione”. Inoltre, ha aggiunto Conte, “È un’emozione che vivrò anche io da capo di un governo che nei mesi scorsi ha lavorato per un ritorno in classe in sicurezza, ma anche da padre di un figlio che si accinge anche lui a tornare a scuola”. Durante la festa annuale del Fatto Quotidiano, intervistato da Peter Gomez e Antonio Padellaro il premier Conte ha fornito ulteriori spiegazioni sui piani dell’esecutivo per la scuola. In merito alla riapertura, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, sostiene di essere consapevole della criticità. Poi spiega a Corriere TV: “Non possiamo immaginare la scuola come era nell’anno precedente: siamo ai tempi del Coronavirus”, aggiugendo: “Lo so che stiamo chiedendo alle famiglie di fare piccoli sacrifici ma dobbiamo trovare l’equilibrio tra il ritornare a scuola minimizzando i rischi e chiedere sacrifici alle famiglie. L’importante è tornare a scuola sapendo che è un anno straordinario”.

Torna sempre a preoccupare, però, la questione degli studenti fragili; e finora di loro ci si è occupati poco. A tutela degli studenti che per motivi di salute potrebbero avere difficoltà a tornare a scuola in questo tempo di pandemia, come ha riportato Ansa, Azzolina spiega che è in arrivo una ordinanza, ora “al vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Nulla vieta alle scuole in cui ci sono le attrezzature” di stabilire collegamenti che permettano agli studenti che sono a casa di videocollegarsi, e vale anche per chi “ha banalmente un raffreddore” e per questo deve rimanere a casa. “Se la scuola è predisposta e ha gli strumenti, perché no? Credo che ci sia tutta la volontà, da parte dei dirigenti scolastici, di includere gli studenti” da parte dei dirigenti scolastici”. Sarà impossibile dire se si sia fatto abbastanza e bene per la ripresa della scuola finché non si vedranno i primi risultati in termini di sicurezza, efficienza delle misure di protezione e idoneità dei nuovi ambienti, e anche di efficacia di Internet. Senz’altro, i nuovi ruoli e responsabilità assunti in primo luogo dai presidi scolastici e poi, in diversa misura dagli insegnanti, sono determinanti per assicurare la bontà della decisioni prese dall’esecutivo per la riapertura. Nel frattempo, il portatale Skuola.net ha presentato le principali novità formando un vero e proprio “alfabeto” che riassume e spiega, dalla A alla Z, come si presenterà all’appello la scuola italiana da domani 14 settembre 2020.

[c.a.]