28.09.2020 – 08.55 – Il governo sloveno ha deciso la scorsa domenica di modificare le restrizioni sui viaggi e le regole d’ingresso in Slovenia, parificando parte della normativa alla legislazione dell’Unione Europea. Accanto all’ormai famigerata lista rossa che classifica i cittadini provenienti da aree ad alto tasso d’infezione che richiedono un’obbligatoria quarantena e i paesi dalla lista verde ritenuti sicuri, la Slovenia ha sostituito la lista gialla, finora limitata a una manciata di paesi, con la lista arancione. Al di là del cambio di colori, tuttavia, non vi è una sostanziale differenza; chi proviene da questa lista e proviene da una nazione dell’Unione Europea, può entrare e uscire dalla Slovenia senza doversi sottoporre a tampone o quarantena. Gli stati nella lista arancione, tuttavia, rimangono sotto osservazione e se ne prevede un rapido peggioramento che le declassi nella lista rossa dei paesi “sorvegliati speciali”.
Nell’occasione di questo cambio normativo, che ha seguito così le raccomandazioni dell’Unione Europea, la Slovenia ha però drasticamente allargato la lista dei paesi nella lista arancione. E tra queste compare proprio l’Italia, ora osservata con attenzione; a cui segue la Croazia, però solo con le regioni istriane e montane; alcune zone dell’Austria, dell’Ungheria, della Germania e dell’Inghilterra. Molte delle città e capitali straniere sono state poste nella lista rossa; si segnala in particolare Vienna e Budapest. Da notare come, con l’eccezione delle regioni sopra elencate, il resto della Croazia rimanga una zona rossa. In realtà dunque, nonostante la Slovenia consideri ora l’Italia un paziente “febbricitante”, nulla cambia a livello di ingresso nei territori sloveni per gli italiani. D’altronde rispetto a quest’estate la Slovenia ha sorprendentemente inserito nella lista verde la Serbia, la quale evidentemente ha superato il picco del contagio estivo.
Per chi giunge da un paese (o una zona) della lista rossa, è necessario sottoporsi a una quarantena di 10 giorni o in alternativa presentare un test negativo per il Coronavirus, non più vecchio di 48 ore ed effettuato in uno dei Paesi dell’Unione Europea o dell’area Schengen. Il test per il Coronavirus può essere effettuato anche durante il periodo di quarantena e – in caso di negatività – la quarantena viene immediatamente interrotta.
Fonti: Radio Capodistria, Agenzia di Stampa slovena – STA.si
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