17.08.2020 – 07.00 – Nell’era della sostenibilità e di un universo green che tende a radicarsi sempre più anche nelle grandi città, una strada gremita di bici, o comunque di mezzi di trasporto sostenibili, è un obiettivo che molti centri urbani si prefiggono, sia a livello internazionale sia nella nostra Penisola.
Trieste invece vede ad oggi una battuta d’arresto sull’argomento, più precisamente sulla sperimentazione delle biciclette sulle corsie preferenziali, rinviando ad un altro tempo, e ad una possibile differente applicazione, l’ambizione di una a Trieste “più ciclabile”.
L’assessore Laura Polli aveva dato il via ad un test di convivenza tra mezzi a due ruote, monopattini esclusi, autobus e taxi su quelle corsie, ma la scelta non è stata ben accolta né dagli autisti di Trieste Trasporti nè dai tassisti.
Un’idea di coesistenza che vede ora presentarsi un No, ma che non si dilegua certamente nel nulla, attendendo quindi una possibile nuova rinascita.
Nonostante l’Amministrazione si mostrasse propensa a questa idea di compresenza sulle corsie preferenziali, le sigle sindacali che rappresentano gli autisti non hanno perso tempo facendo arrivare in poco tempo una lettera di lamentela, riproponendo le proprie perplessità sull’attuazione del progetto, specialmente in ambito di sicurezza.
”A seguito dei contributi scritti pervenuti da parte del trasporto pubblico collettivo in cui si evidenziano i molti rischi correlati all’uso delle corsie bus alle biciclette e ai monopattini, con il sindaco abbiamo deciso che è nostro compito prioritario tutelare l’incolumità di tutti oltre a garantire le tempistiche dei servizi” sottolinea l’assessore all’Urbanistica Luisa Polli.
Si attende quindi una risposta differente, ma al contempo efficace, per superare questo ostacolo, specialmente in vista del biciplan in corso di elaborazione. Il rammarico degli amanti della bicicletta, e non solo, non ha tardato ad arrivare: siamo molto delusi – sottolinea Federico Zadnick, coordinatore di Fiab Trieste-Ulisse – è un ulteriore brutto segnale nei confronti di chi fa scelte a beneficio dell’ambiente”.
Un’opinione simile giunge anche dall’opposizione, più precisamente dalla consigliera comunale del Partito Democratico, Fabiana Martini, che, con un Post sulla sua Pagina Facebook ha dichiarato che: “in base alle argomentazioni che hanno indotto il Sindaco a rinunciare alla sperimentazione che prevedeva le bici sulle corsie di bus e taxi (argomentazioni – sia detto per inciso – assolutamente ideologiche e piene di pre-giudizi, senza alcun dato a supporto), da domani si dovrebbe vietare la circolazione delle auto considerato l’elevato numero di incidenti quotidiani con tanto di morti e feriti.
I cambiamenti richiedono sensibilizzazione, formazione, confronto, tempo, non avvengono per decreto.
La verità è che non c’è alcuna volontà politica in questa direzione: non è Trieste a non essere per bici, è l’Amministrazione Dipiazza, e le timide aperture che finora abbiamo visto erano ancora una volta mera propaganda”.


