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domenica, 2 Ottobre 2022

Scuola, il nodo irrisolto dei trasporti. Servono 400 corriere per il FVG

28.08.2020 – 08.53 – Continuano i dibattiti sulla (sofferta) riapertura delle scuole. Il nodo della polemica rimane la questione dei trasporti scolastici.
La Conferenza delle Regioni ha confermato il via libera al documento contenente le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia“. Il Friuli Venezia Giulia si è dichiarato d’accordo con le misure del Comitato scientifico, ma continua a contestare l’applicazione delle norme nel campo dei trasporti, i quali allo stadio attuale non sarebbero in grado di garantire a tutti gli alunni un puntuale arrivo a scuola. Le norme del Comitato prevedono infatti un distanziamento obbligatorio che impedisce di utilizzare i mezzi a capienza piena, come invece desidererebbero Veneto, Sicilia e Friuli Venezia Giulia. C’è un’unica eccezione, ovvero “nel caso in cui la permanenza degli alunni sul mezzo non sia superiore a 15 minuti“.

Allo stadio attuale, se il Friuli Venezia Giulia dovesse applicare le regole del Comitato, dovrebbe procurarsi altre 396 corriere in aggiunta a quelle già presenti nel parco veicoli.
Come rileva il Messaggero Veneto, questo calcolo è riferito unicamente al servizio extraurbano; i trasporti con gli autobus sarebbero tutt’altra faccenda. E anche in questo caso ci sarebbero carenze alquanto gravi. La questione richiede ormai una soluzione rapida, perchè alla riapertura delle scuole mancano venti giorni; eventuali mezzi vanno acquistati o noleggiati immediatamente. Il presidente Massimiliano Fedriga in quest’ambito spera di far digerire al governo la scelta di usare i mezzi a capienza piena, come d’altronde già avviene ogni giorno.
Il fatto evidenzia una sotterranea ipocrisia alle misure anti Covid-19: laddove per i musei e le biblioteche il distanziamento e la prenotazione sono ormai prassi obbligatorie, nel caso dei trasporti pubblici l’assembramento è invece una normalità, pur nei tentativo della popolazione di mantenere le corrette distanze.

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