04.08.2020 – 07.30 – I mesi emergenziali che abbiamo vissuto, con annesso blocco produttivo causato dal lockdown, è stato un periodo particolarmente complesso, sia a livello sanitario sia a livello lavorativo.
Nei prossimi mesi l’obiettivo principale è far ripartire l’economia del nostro Paese e tentare, per quanto possibile, di tamponare la crisi che sta proliferando tra le varie realtà lavorative italiane.
Come fare? Limitando la perdita di posti di lavoro, incentivando nuove assunzioni e sostenendo la riqualificazione del personale.
Questi i punti salienti prefissati con le misure in arrivo con il decreto Agosto che dovrebbe essere varato in settimana dal Governo.
Si partirà dalla proroga di 18 settimane della cassa integrazione, dalla nuova proroga di due mesi delle indennità di disoccupazione Naspi e Discoll in scadenza a maggio e giugno e dalle indennità per giugno e luglio ai lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo.
Da febbraio a giugno i numeri nel mondo del lavoro non sono certamente confortanti: si stima infatti che in questo lasso di tempo si siano persi 600mila posti di lavoro, senza contare un crollo del Pil nel secondo trimestre del 12,4%.
Il Governo dunque dovrebbe introdurre sgravi contributivi dedicati ai datori di lavoro, come l’esonero dai contributi per le aziende che riportano i lavoratori in attività, dopo aver fruito della Cig a maggio e giugno.
Un’ulteriore aiuto dovrebbe durare sei mesi e premiare i datori che assumeranno lavoratori a tempo indeterminato fino al 31 dicembre 2020.
Ma non finisce qui: uno dei punti nevralgici di questa manovra è la possibile proroga del divieto per i licenziamenti collettivi ed economici, che per ora è in vigore fino al 17 agosto.
Il risparmio sui contributi può arrivare nei sei mesi ipotizzati fino a 3mila euro per lavoratore, oltre a 2.700 euro di risparmio semestrale per un cameriere assunto nel turismo. Il risparmio si riduce invece con l’assunzione di un apprendista, che richiede già contributi ridotti a un terzo rispetto agli altri lavoratori.


