“Ma ti te son fora”! Un grazie ai lettori a modo mio!

01.08.2020 – 11.34 – Come vi dicevo nelle puntate precedenti, l’aria di vacanza, sommata ad afa, caldo, sudore e carenza di qualsiasi vitamina presente nel mio corpo asciutto, porta la voglia di non fare una beata mazza, quindi oggi, prima di godermi qualche settimana di meritato (se non me lo dicono gli altri… me lo dico da solo!) riposo da questa rubrica, vi voglio salutare con la rivisitazione di un pezzo tratto dal mio bestseller letterario (almeno lo è per me!); così per non fare troppa fatica! Nonostante il titolo fuorviante, credo sia il pezzo più serio che ho scritto per voi, quello che ha la presunzione di imporvi una riflessione, a costo di qualche sorriso in meno del solito! In questo periodo, da marzo a oggi, spero di essere stato una compagnia piacevole per voi lettori! Ho usato tutta la mia ironia, a volte estrema, per farvi sorridere! Spero di esserci riuscito e di aver mantenuto sempre una certa eleganza e correttezza, anche nel trattare argomenti delicati! Credo di essere stato sempre rispettoso del periodo drammatico che stavamo vivendo, pur con qualche battuta che poteva far sobbalzare qualcuno sulla sedia!

La mia presunzione di mischiare poesia e ironia, a volte, può risultare indigesta, forse più di qualcuno di voi, leggendo i miei pezzi, avrà pensato: “ciò questo xe fora!”. Beh se l’ha fatto, mi ha fatto un grandissimo complimento! E da qui voglio partire per dirvi “ci ribecchiamo presto su queste pagine!”! Credo che nel mondo d’oggi sentirsi dire “te son fora!” sia bellissimo! Un attestato di stima, una certificazione di simpatia! Siamo in un periodo omologato alla noia, dove il politicamente corretto, estremizzato oltre i normali canoni del buongusto e dell’educazione, ha reso la gente barbosa, dei manichini dal pensiero unico! È un mondo dove troppi si credono Dio, dando lezioni di correttezza, un mondo dove, se esci dal coro, rischi di rimanere da solo a combattere mulini a vento! È un mondo dove a volte l’autoironia, bene prezioso, è giudicata mancanza di autostima! Un mondo dove ogni goliardia è bullismo, ogni complimento è molestia e ogni regalo è corruzione, dove la gentilezza impaurisce e la tenerezza diventa debolezza, dove persino un fiore omaggiato a una bella donna crea diffidenza! Ma cosa c’è sotto? Ma vorrà solo portarmi a letto? Anche! Ma non solo! È un mondo di permalosi cronici, che le amicizie virtuali hanno ulteriormente peggiorato! Sono tutti pronti a spellarti in diretta, per una battuta sgradita, per un pensiero non condiviso; pronti a farsi sangue amaro su tutto, quando sarebbe così facile e salutare cavarsela con una bella alzata di spalle, con un sorriso, con un po’ di umorismo, che faccia scivolare via ogni bruttezza e ogni ingiustizia, con la forza di una cascata di montagna! E invece ci si sente in dovere di controbattere a tutto, di commentare ogni cosa, di essere più sprezzanti possibile, parole come lame in un crescendo rossiniano di acidità! Non sia mai che il nostro orgoglio ne esca ferito! L’orgoglio, la malattia del secolo, la ricetta di infelicità, niente passerà inosservato, niente non sarà lavato con la candeggina! Persino i nostri rappresentanti politici si comportano spesso come fastidiosi bambini dell’asilo; a volte si ha la sensazione che su quei preziosi scranni manchi solo la reazione “gne… gne… gne!”!

E poi c’è l’esasperazione virtuale, forse la peggiore, perché si usa lo scudo di una tastiera! Nessuna parola che sfondi i confini della banalità, che salga sopra le righe dell’omologazione, sarà perdonata in questo moderno Fahrenheit 451 che sono i Social, dove, al posto dei libri, si bruciano idee, pensieri, opinioni, battute, risate! Ma in fondo è lo stesso orgoglio che fa finire un amore o un’amicizia per la paura di dire “ho sbagliato!”, lo stesso che non fa recedere una ministra da una fantozziana “cagata pazzesca” come gli alunni a rotelle, per paura di dire “scusate… ho toppato alla grande!” In fondo è un mondo finto, virtuale, esasperato e esasperante, dove è proibito vivere lentamente! Dove tutti corrono, ammiccano, ti toccano, ti abbracciano, o almeno lo facevano finché il virus glielo ha lasciato fare, dove tutti fanno gli splendidi senza esserlo! È un mondo dove chiami amico il barista, il benzinaio, il venditore di accendini fuori dal supermercato, un mondo che globalizza anche le amicizie, uniformando tutto al ribasso, così quando qualcuno vicino a te ha veramente bisogno d’aiuto, ti senti meno in colpa a dileguarti! Un mondo in cui ti batti per le balene e la foresta amazzonica e trascuri tua madre o tuo fratello o l’amico vero in difficoltà! Un mondo che non conosce i propri limiti, dove tutti sono dispensatori di consigli; guru, influencer, tuttologi allo stato brado con manie di onnipotenza. Eh sì, “ti te son fora!” me lo dicono spesso! Me lo dicevano i miei ex amori, qualcuna con particolare enfasi! Me lo dicono gli amici del bar e persino qualche cliente del negozio! Me lo dicono anche gli amici virtuali, che ogni tanto tengo impegnati per più di 5 minuti con i miei scritti! E ne vado fiero! Mi sento un “No Global” educato, non schierato politicamente; un piccolo eroe romantico che non rompe vetrine, al massimo rompe un po’ i coglioni con le parole! Un sognatore di un mondo diverso, credo presuntuosamente pure migliore! Sogno un mondo dove ogni gesto, ogni frase, ogni azione, assuma il giusto significato, dove pesi il giusto, né troppo, né troppo poco! Sogno un mondo dove ci siano più tipi “fora” per non morire di noia! Sogno anche un mondo in cui i miei scritti vi mancheranno, dove non vedrete l’ora che io ritorni, dove tutti sentano un vuoto ogni martedì e venerdì, ma qui entriamo nella fantascienza! Non vorrei che quel “ti te son fora!” venga sostituito con “molla quel fiasco!” Le mie briciole online vanno in lockdown per qualche settimana!

A presto, amici lettori!

[m.l.]

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