19.08.2020 – 08.00 – La corsa elettorale negli Stati Uniti durante il 2016 aveva visto alternarsi un gran numero di sondaggi e analisi statistiche che avevano considerato quale scontata la vittoria di Hillary Clinton incoronata dai media liberal come la “prima donna presidente”. L’antipatia di larghe fasce della popolazione statunitense nei confronti della dinastia Clinton, così come la scelta di Trump di scommettere sulla Rust Belt e la sua classe operaia impoverita hanno permesso invece un esito diverso, consegnando la Casa Bianca a Donald J. Trump.
Il nuovo clima elettorale del 2020, a ridosso dell’incognita Covid-19, disegna invece un quadro diverso, dove predomina la scelta di votare non “per” quel candidato, ma “contro” quell’altro candidato. In altre parole, dopo il tracollo di Bernie Sanders che non è riuscito a sovvertire la rigida gerarchia centrista dei democratici, nessun candidato, né a destra, né a sinistra sembra entusiasmare l’elettorato.
Il presidente Donald J. Trump continua una campagna elettorale basata su promesse di Law&Order, attaccando Joe Biden come una marionetta degli antifa e dell’estrema sinistra; ma con l’eccezione dei suoi fedelissimi e della galassia QAnon è una strategia che non sembra funzionare. Per la stragrande maggioranza degli americani il costo di vite umane causata dal Coronavirus e la povertà arrecata dal crash dell’economia sono gli argomenti all’ordine del giorno: le polemiche sulle questioni culturali, con i loro diversi “feticci”, dalle statue confederate, alle presunte minacce della sinistra “radicale”, non fanno breccia tra gli stessi repubblicani, maggiormente preoccupati dall’arrivare a fine mese. It’s the economy, stupid! esclamava Bill Clinton; e noi potremmo aggiungere: It’s the pandemic, stupid!
Tuttavia lo stesso candidato democratico Joe Biden, dopo alcune promesse di cortesia alla galassia di sostenitori di Sanders e di Alexandria Ocasio Cortez, ha riaffermato la guida centralista del partito, rigettando sostanzialmente tutte le proposte trasversalmente appoggiate dagli americani progressisti: no, ad esempio, a un sistema sanitario gratuito e pubblico (Medicare for All), no a un’istruzione pubblica e gratuita, no alla legalizzazione della marijuana, no al ritiro immediato delle truppe dai tanti (troppi) scenari di guerra del Medio Oriente. La scelta di un vice quale Kamala Harris, beniamino dei media italiani per essere “di colore”, ma odiata dalle comunità afroamericane per aver incarcerato centinaia di connazionali, conferma una guida conservatrice dei democratici. Kamala Harris ad esempio è contraria alle body cam sui poliziotti, quale procuratrice distrettuale si è rifiutata di agire contro diversi scandali finanziari, ma si è invece rivelata dura nei confronti della classe lavoratrice, incarcerando con pene decennali gente accusata di piccoli reati. Coerentemente con il suo ruolo di “poliziotto cattivo” Kamala Harris è contraria a legalizzare la prostituzione, ma è favorevole alla pena di morte. Sul tutto pesa poi lo stato mentale di Joe Biden, che molti sospettano affetto da demenza senile (78 anni), come gli scoppi di rabbia e i balbettii inintelligibili nelle interviste sembrano confermare.
Pew Research ha condotto un’indagine che sembra confermare il reciproco dissapore dell’elettorato che sostanzialmente voterà sulla base di quale candidato odia maggiormente.
L’indagine, condotta su un campione statistico di 2028 cittadini, ha scoperto che il 56% dei sostenitori di Biden lo voteranno principalmente, perchè non è Trump.
In maniera simile, ma con percentuali minori, anche i repubblicani che voteranno Trump lo faranno perchè “non è Biden” (19%) e per le sue capacità di “leadership” (23%).
Particolarmente grave per il futuro del paese è come in entrambi i casi gli elettori non sembrano interessati a una politica di proposte e programmi concreti: si vota sulla base della personalità, della fiducia, della “leadership”, ma senza reali new deal per risollevare degli “Stati” ora più che mai poco “Uniti”.

Fonti: Pew Research Center, ELECTION 2020: VOTERS ARE HIGHLY ENGAGED, BUT NEARLY HALF EXPECT TO HAVE DIFFICULTIES VOTING, 2. Perceptions of Trump and Biden


