Porto Vecchio, tra i preparativi per ESOF un uso “curioso” delle bitte

18.08.2020 – 12.38 – Mentre proseguono gli eventi di Science in the City Festival per ESOF2020 e ci si avvicina al clou delle conferenze e degli eventi ufficiali della kermesse scientifica, il Comune di Trieste accelera sui preparativi.
Chi avrà visitato il Porto Vecchio, negli ultimi giorni, avrà così notato come emergano alcune scelte dettate dall’urgenza di prepararsi a un evento ormai imminente.
Tra queste, va segnalato in particolare un uso “creativo” delle bitte storiche tradizionalmente collocate in posizione monumentale lungo il Magazzino 26, unico manufatto portuale realmente restaurato del Porto Vecchio, assieme alla Centrale Idrodinamica e alla Sottostazione Elettrica di Riconversione.

In precedenza le bitte erano state recuperate e collocate presso il Magazzino nell’occasione della Biennale Diffusa di Vittorio Sgarbi (2011).
Ora le bitte sono state spostate e posizionate distese su un fianco come un improvvisato recinto attorno all’opera d’arte “Echo Surrounding“. Sebbene l’arte sia soggettiva, dal punto di vista storico-architettonico le bitte posizionate in questo modo alterano, assieme al giallo vibrante dello street art, la naturale pavimentazione del Porto Vecchio. Al di là dell’opinione sull”arte” graffitara, la combinazione delle bitte e del disegno creano una strana confusione visiva con scarsa coesione storica con la zona portuale. Italia Nostra sezione di Trieste ha interrogato a questo proposito il Comune, secondo cui è un posizionamentoprovvisorio“. Le bitte avevano già subito in precedenza pesanti modifiche quando una parte era stata segata e collocata nella parte antistante la Centrale e la Sottostazione ricreando l’effetto di un molo senza mare, poco congruente con la natura ferroviaria/di ri-allocamento merci del Porto Vecchio.