“Pista russa” per l’esplosione a Beirut. Il nitrato d’ammonio abbandonato e dimenticato

05.08.2020 – 16.44 – Sulle possibili cause della drammatica esplosione di Beirut emergono risvolti inquietanti: l’ipotesi che si fa strada è che un armatore russo abbia letteralmente abbandonato, nel 2013, nel porto libanese, una nave proveniente dalla Georgia, la ‘Rhosus’, battente bandiera moldava e carica del pericoloso nitrato d’ammonio, diretto in Mozambico. La nave, che non sarebbe ormai più stata in grado di reggere il mare, sarebbe stata costretta a fermarsi a Beirut dove l’armatore, non potendo o non essendo interessato a provvedere alla manutenzione, l’avrebbe poi lasciata bloccata con ancora quattro persone dell’equipaggio a bordo: l’equipaggio, proprio dopo ripetuti appelli legati alla pericolosità del carico su quella che ritenevano una ‘bomba galleggiante’, sarebbe riuscito a tornare a casa, mentre il carico sarebbe poi stato spostato in un magazzino, in attesa di essere venduto all’asta. E poi, forse, tristemente dimenticato, nonostante notizia della situazione fosse stata pubblicata già sei anni fa.

L’armatore sarebbe Igor Grechushkin, residente a Cipro, porto che ospita frequentemente navi da e per la Russia in cerca di tasse basse e regole non troppo stringenti. Quasi una vera e propria ‘nave morta’, quindi, la ‘Rhosus’, fatta viaggiare in condizioni pericolose e a rischio naufragio, con l’equipaggio scelto fra uomini in condizioni limite, pagati una miseria: gli stessi uomini avrebbero menzionato la ‘Rhosus’ su Internet, identificandola come la ‘bomba galleggiante’ ora esplosa: la notizia arriva dal Times. Agli inquirenti non resta ora che lavorare anche su questa ipotesi che, se confermata, lascerebbe aperti molti interrogativi sulla sicurezza della navigazione nel Mediterraneo.

[f.f.]

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