Tempi di soccorso, Zalukar: “Fare chiarezza su annegamento nel Meduna”

31.07.2020 – 12.35 – “Il ragazzo annegato nel Meduna il pomeriggio del 14 luglio è spirato all’ospedale di Pordenone dopo sette giorni di cure intensive.
Si era sperato fino all’ultimo che potesse farcela. E’ vero che era rimasto sott’acqua parecchi minuti, ma negli annegamenti in acqua fredda, in particolare se bambini o ragazzi, anche dopo dieci e più minuti di sommersione ci sono discrete possibilità di ripresa quoad vita et valetudinem, diversamente da altri  tipi di arresto cardiorespiratorio, dove i minuti utili per il recupero sono pochissimi”. Lo scrive il Consigliere regionale del Gruppo Misto Walter Zalukar in una nota.
“E allora rimane l’interrogativo: se i soccorsi fossero stati più tempestivi sarebbe cambiato qualcosa?  Nessuno potrà mai dirlo con sicurezza, ma è un dovere fare piena luce sul perché i soccorsi al giovane sono arrivati 20 minuti dopo la chiamata al 112, nonostante il luogo della disgrazia distasse circa 5 km dall’ospedale”.
“Manca ancora una risposta ufficiale delle autorità sanitarie sui tempi di soccorso, eppure la prima notizia era stata riportata dalla stampa il 15 luglio ed   era seguita un’interrogazione alla Giunta regionale.  Ma dopo oltre due settimane neppure un cenno di risposta.  E’ morto un ragazzo, c’è il sospetto che qualcosa non abbia funzionato a dovere  nella catena dei soccorsi, perché nessuno risponde?
Allora non resta altra strada che  fare richiesta di accesso agli atti, cioè di poter vedere le tre schede di computer, che riportato tutti gli orari, e di sentire le registrazioni telefoniche. Cosa che ho fatto oggi rivolgendo l’istanza sia alla Protezione Civile, da cui dipende la Centrale operativa del 112 di Palmanova, sia  all’ARCS, da cui dipende la sala dell’emergenza sanitaria, sempre a Palmanova.  Già la telefonata con cui si chiede aiuto deve essere “processata” da due enti diversi prima di poter essere inoltrata all’ente, il terzo, che provvederà al soccorso”.
“Comunque se dalla verifica dovesse emergere che  i tempi erano incomprimibili, che non si poteva fare di più, tutti ne sarebbero rassicurati, ma se invece si scoprissero dei ritardi, bisognerà esaminare con attenzione cosa è successo e adottare le opportune azioni correttive. Perché ciò non si ripeta”.
c.s

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