Stato di emergenza prorogato al 15 ottobre: “Facoltà del Consiglio dei ministri”. Parole di Giuseppe Conte

26.07.2020 – 21.07 – Questa sera, in Parlamento, il premier Giuseppe Conte ha esposto la decisione, presa in sede al Consiglio dei ministri conclusosi stamane, di prorogare lo stato di emergenza sanitaria dovuta all’epidemia di Covid-19 fino al 15 ottobre 2020. Il tema della proroga dello stato di emergenza stesso (decretato lo scorso 31 gennaio 2020) oltre la sua scadenza, inizialmente prevista per il 31 luglio 2020, non è mai stata di pacifica opinione tra leader politici e tra i cittadini. Il presidente del Consiglio consolida la decisione della proroga dello stato di emergenza in attuazione del Decreto legislativo numero 1 del 2 gennaio 2018, che consente, con delibera del Consiglio dei ministri la proroga fino ad una durata fino a 12 mesi. Inoltre, Giuseppe Conte ricorda che lo stesso decreto conferisce proprio al Consiglio dei ministri una facoltà espressamente prevista dalla legge ed attivabile ogniqualvolta (anche a distanza di tempo rispetto al verificarsi dei singoli episodi) si renda necessaria la prosecuzione degli interventi. Al Senato, Conte ricorda che ci sono ben 38 ordinanze prese durante il periodo di piena emergenza pandemica e che rischiano di cessare con la mancata proroga, in un momento in cui non siamo del tutto al riparo della pandemia del Coronavirus. Di queste ordinanze possiamo citarne alcune:

  • gestione delle strutture temporanee per l’assistenza alle persone risultate positive;
  • impiego dei volontari della Protezione Civile;
  • reclutamento per la gestione di task force di personale sanitario a supporti degli istituti regionali e penitenziari;
  • la prosecuzione dell’attività del numero verde relativa all’assistenza alla popolazione;
  • il pagamento dilazionato delle pensioni presso gli istituti postali per evitare assembramenti;
  • l’attribuzione all’Istituto Superiore della Sanità della sorveglianza epidemiologica;
  • l’attivazione del sistema CROSS (Centrale Operativa Remota di Soccorso Sanitario);
  • il noleggio di navi per la sorveglianza sanitaria dei migranti;
  • con la mancata proroga, la cessazione del coordinamento attribuito al capo della Protezione Civile;
  • con la mancata proroga, la decadenza dei poteri straordinari attribuiti ai Presidenti di Regioni, al segretario generale del Ministro della saluti, ai responsabili della sorveglianza sanitaria dei migranti;
  • con la mancata proroga, la cessazione degli incarichi del Comitati tecnico scientifico;
  • decadrebbe delle sue funzioni il Commissario tecnico straordinario scelto per la gestione dello stato di emergenza.

Inoltre, alcuni provvedimenti normativi primari (e di rango secondario) adottati per dare supporto alla gestione dell’ emergenza cesserebbero di avere efficacia con la mancata proroga dello stato di emergenza. Il premier Giuseppe Conte sostiene che l’impegno congiunto tra il Commissario tecnico e la Protezione civile si sta rivelando molto utile per garantire la sicurezza nelle scuole (fornendo gli arredi necessari), e che è necessario acquistare per le strutture e organismi sanitari apparecchiature, dispositivi medici e individuali. Sempre secondo Conte, quindi, la mancata proroga dello stato di emergenza costituirebbe una vanificazione di tutti gli sforzi impiegati per contenere la propagazione della pandemia, ed invaliderebbe anche tutti lavori coordinati in corso per la tutela dei cittadini. La proroga è stata approvata dal Senato con 157 voti a favore.

[c.a.]

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