03.07.2020 – 07.30 – Il ministro dell’economia sloveno, Zdravko Počivalšek, non si cura di loro, ma guarda e passa: nonostante infatti lo stato di fermo temporaneo e la perquisizione in casa, il ministro responsabile dello scandalo dei respiratori non ha intenzione di dimettersi; e ha ribadito di avere il supporto del premier Janez Janša.
Počivalšek ha poi rincarato la dose: l’azione della polizia nei suoi confronti è un risultato delle pressioni politiche e delle insinuazioni della stampa.
“Non mi scuserò per le decisioni che ho preso durante la pandemia per prevenire perdite di vite, ma le difenderò sempre e dovunque” ha ribadito il ministro.
Počivalšek ha precisato per correttezza che non è stato detenuto dalla polizia durante le loro ricerche, nonostante lo stato di fermo.
“Stiamo assistendo a una distorsione persistente e continua di stampo politico di semplici e oggettivi dati a un livello tale che la nostra lotta avvenuta con successo contro la pandemia è stata completamente svalutata agli occhi del pubblico sloveno” ha argomentato Počivalšek. Il ministro a questo proposito ha protestato che il principio di presunzione d’innocenza sembra sia stato dimenticato in questi ultimi tempi.
L’associazione degli ufficiali di polizia criminale slovena non ha apprezzato le proteste del ministro, osservando che “come professionisti, non siamo interessati negli sviluppi politici o nei loro battibecchi e non accetteremo di venire trasformati in un parco giochi per giochetti politici”.
“Desideriamo soltanto di poter investigare gli atti criminali nel rispetto della legge e senza intrighi politici, al di là di quale sia lo status del sospetto”.
Secondo l’associazione dopo ormai trent’anni di democrazia in Slovenia, la polizia è stata completamente rinnovata rispetto alle vecchie origini comuniste.


