29.07.2020 – 16.00 – “È un vecchio trucco della politica quello di screditare gli avversari per cercare di nascondere le proprie mancanze”. Lo scrive in una nota il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo del Partito Democratico.
“Dico al sindaco Dipiazza che con me, però, non funziona: sto affrontando una malattia complicata, terapie impegnative e tra qualche mese mi aspetta un’operazione delicata. Come potete immaginare tra le mie priorità non può esserci la polemica in chiave elettorale.
In più nessuno meglio di lui sa che, in questi anni, ho sempre cercato di dare una mano a chi, a prescindere dal colore politico, ha provato a realizzare cose importanti per Trieste.
Quando dico che su Porto Vecchio si sono persi sei anni non lo faccio per un presunto tornaconto personale: lo faccio perché Trieste è la città che amo, in cui sono cresciuto e in cui stanno crescendo i miei figli. E so che senza una vera progettualità per quell’area la nostra città nei prossimi vent’anni è destinata ad un declino irreversibile.
Progettualità che non c’è: se il Sindaco Dipiazza e l’Assessore Roberti pensano che basti passeggiare in Porto Vecchio e mettersi un caschetto da lavoro per convincere i cittadini del contrario credo proprio che si sbaglino.
Dicano piuttosto perché hanno impedito la nascita di una seria società di gestione, perché ad oggi non si vede un progetto unitario per quell’area e perché in tanti anni non si è concluso nemmeno un accordo con uno dei tanti investitori interessati.
Con il Sindaco Dipiazza eravamo arrivati già tre anni fa a un passo dalla realizzazione di una società che avrebbe dato velocità e qualità alla riqualificazione: poi veti degli alleati hanno bloccato tutto.
Alla fine, purtroppo, il problema è sempre lo stesso: manca la volontà politica per fare il passo decisivo. E il motivo non è neanche così difficile da intuire: se in Porto Vecchio arrivano investimenti per 2-3 miliardi chi oggi – così come in passato – campa su piccole rendite di posizione perde potere. E questo crea malumori.
Al Sindaco mi permetto di dire un’ultima cosa: io non ho mai “fumato roba strana” in vita mia. Ma ho sempre fatto politica con l’ambizione di riuscire a fare quello che altri giudicavano impossibile.
Non può essere questo il progetto ambizioso capace di rilanciare la nostra città: se la riqualificazione di Porto Vecchio è tutta qui tocca dar ragione a chi dice che la sdemanializzazione è stata un grave errore. Io, invece, continuo a pensare sia un’opportunità straordinaria. Ed è arrivato davvero il momento di coglierla”.
c.s


