03.07.2020 – 13.43 – Mentre le compagnie crocieristiche dibattono se ripartire o meno; se farlo con viaggi di prossimità in territorio nazionale; o in luoghi inesplorati; o ancora demolendo le proprie stesse navi; l’Unione Europea ha intanto tracciato le linee guida per una (possibile) ripartenza durante l’emergenza Covid-19.
Le linee guida sono state delineate dall’unione Europea attraverso il sito EU Healthy Gateways che fornisce un vademecum di 50 pagine che delinea passo per passo obblighi e consigli: “Interim advice for restarting cruise ship operations after lifting restrictive measures in response to the COVID-19 pandemic“.
Le misure prevedono che le compagnie monitorino in tempo reale la situazione pandemica nei paesi interessati dalle crociere, acquisendo tutti i dati possibili prima e durante il viaggio sulle possibili restrizioni e sul numero di contagiati.
Le navi bianche avranno inoltre l’obbligo di redigere un piano scritto che delinei come comportarsi in caso di infezione da Covid-19; con servizi pronti ad attivarsi presso i porti, tanto con ambulanza, quanto con pronto intervento. Se i passeggeri dovessero farne richiesta, sarà inoltre possibile organizzare rimpatri “al volo” e cambi di personale.
L’onere maggiore sembra essere la necessità che la nave da crociera possa, all’occorrenza, fare il tampone su uno dei passeggeri a bordo; o con la propria attrezzatura in loco o coordinandosi con un laboratorio sulla costa.
Ricordando il disastro della navi lazzaretto dello scorso febbraio 2020, le linee guida stabiliscono che si organizzino sin dall’inizio spazi per la quarantena sulla nave e/o nei porti “toccati” dalla crociera.
Le compagnie dovranno inoltre ridurre, come d’altronde già fanno cinema e teatri, il personale e i clienti attraverso una quota fissa di persone a bordo tali da permettere il distanziamento sociale.
Lapalissiano che ogni caso di Covid-19 verificatosi dovrà essere immediatamente comunicato. Le linee guida e le misure obbligatorie verranno infine monitorate dalle autorità nazionali con ispezioni sulle navi che controllino che non si “sgarri” nell’applicazione delle misure sanitarie.


