3.07.2020 – 07.30 – Non per tutti il 13 luglio sarà un giorno da ricordare. L’annunciata visita congiunta, nel giorno della restituzione del Narodni Dom alla comunità slovena, di Mattarella e del capo di stato sloveno Pahor a Basovizza non è risultata gradita al Comitato “10 febbraio” e all’Associazione nazionale dalmata, che martedì scorso hanno affidato la propria contrarietà a una dura nota ufficiale e congiunta, specificando di non poter tollerare “in nessuna maniera quello che accadrà il 13 luglio”.
I presidenti faranno visita a entrambi i monumenti carsolini, quello in memoria delle vittime delle foibe e quello dedicato agli “eroi di Basovizza” (Bazoviški junaki) – i quattro antifascisti membri TIGR fucilati nel 1930. Il problema – si legge nella nota – starebbe proprio nell’equiparazione tra “i Martiri delle Foibe e i terroristi antitaliani del TIGR”, per quella che secondo i firmatari “non è una riconciliazione tra Italia e Slovenia. È la sottomissione a chi, anche qui da noi, giustifica e minimizza quello che è accaduto durante e dopo la seconda guerra mondiale agli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia che furono prima infoibati e poi costretti all’esodo”. L’appuntamento del 13 luglio rischierebbe così di “di rovinare un lavoro che aveva ricucito la storia dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia al grande libro della storia della nostra Nazione da cui era stato strappato con la violenza e con l’oblio”.
Una posizione opposta era stata espressa, all’inizio della settimana, dall’avv. Paolo Sardos Albertini, presidente della Lega Nazionale e del Comitato per i Martiri delle Foibe, che aveva sottolineato la speranza di una riconciliazione tra i due popoli nel ricordare “sotto il segno della pietà cristiana, la comune tragedia vissuta dai tre popoli”.








