La Transalpina “prova” il suo valore anche in salita: piena operatività

14.07.2020 – 15.34 – Il Porto di Trieste porta “al limite” le potenzialità della Transalpina in salita: l’antica ferrovia è infatti nota per una pendenza massima del 25 per mille, tale da sfidare le capacità delle più potenti locomotive.
In questi giorni sono partiti i primi treni in doppia trazione, onde stabilire il massimo di volume rimorchiabile dei convogli e sfruttare quanto più possibile l’apertura della nuova linea.
La ferrovia Transalpina, testimonianza tecnica dell’abilità ingegneristica asburgica, è stata riattivata nel tratto italiano per quanto concerne la linea Campo Marzio-Villa Opicina durante questa primavera, giungendo in soccorso alla logistica “sofferente” per la crisi economica concomitante all’emergenza Covid-19.

Tecnicamente RFI ha consegnato la Transalpina alla Adriafer, controllata al 100% dell’Authority giuliana, che sta svolgendo il servizio di trazione dei treni merci lungo la tratta. Adriafer attualmente ha svolto una ventina di servizi in discesa.
La Transalpina, avendo provato le sue capacità anche in salita, si trasforma così in un’importante alternativa per l’entroterra ferroviario del Porto di Trieste, specie considerando gli annosi lavori sulla linea costiera.
“Il nostro obiettivo – spiega l’Amministratore unico di Adriafer, Giuseppe Casini – è di fare 14 treni a settimana sulla Transalpina per agevolare il resto del traffico merci e viaggiatori sulla linea costiera a causa delle limitazione presenti fino al 21 agosto, per i lavori in corso di RFI lungo la Trieste-Monfalcone. Successivamente prevediamo di continuare a utilizzarla, anche se in maniera più marginale, per i traffici in entrata da Villa Opicina al porto“.

Adriafer ha ottenuto da RFI l’autorizzazione al trasporto di convogli cargo, per container da 40 piedi High Cube (HC) lungo il percorso, con l’ammissione in servizio di due locomotori: Siemens E191 elettrico e Vossloh D 100 diesel. Attualmente la linea è utilizzabile solo per i treni container, escludendo dunque semirimorchi e casse mobili. A tale proposito precisa Casini “siamo in contatto con RFI per i lavori di adeguamento necessari all’utilizzo della linea per tutte tipologie di unità intermodali”.