05.06.2020 – 14.18 – Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio era oggi per la prima volta dall’inizio dell’emergenza Coronavirus in missione diplomatica, rispettivamente a Berlino, per una conferenza stampa congiunta con l’equivalente tedesco Heiko Maas. Argomento principe, va da sé, la riapertura dei confini e dei tanto attesi flussi turistici; ma non sono mancati, da parte del ministro Di Maio, considerazioni politiche che alludono a posizioni sempre meno “grilline” e sempre più “europeiste”. Seguirà domani, sabato 6 giugno 2020, una seconda “mission” stavolta a Lubiana; nuovamente per la riapertura totale della frontiera, stavolta italo-slovena. La Germania, ha informato Di Maio, riaprirà i flussi turistici verso l’Italia; “orientativamente” a partire dal 15 giugno. Si tratta di “una scelta di lealtà e trasparenza verso l’Italia che apprezziamo”. A sua volta l’Italia si impegna a mantenere la “massima trasparenza” su dati epidemiologici, con “aggiornamenti quotidiani” per “consentire a tutti i cittadini tedeschi di visitare l’Italia in piena sicurezza”. L’Italia, ha aggiunto il ministro, intende “definire delle regole” per “non frammentare il mercato turistico europeo”. Per questo, ha concluso, “le intese tra Paesi non sono una soluzione appropriata“.
Eppure proprio gli accordi bilaterali sembrano, da oltre due mesi, l’unica soluzione possible; la stessa apertura della Germania non è un conseguimento europeo, ma tedesco; de facto Di Maio ha contrattato l’arrivo o meno dei turisti tedeschi in Italia. Lo scenario turistico continua ad avviarsi verso un panorama di accordi inter-nazionali al cui interno l’Italia se non è isolata, è in ritardo. Lo stesso Maas ha detto di preferire “una regolamentazione congiunta a livello europeo“; eppure nessuno sembra seguirlo in questi accordi.
Il ministro degli Esteri tedesco ha infine espresso “grande rispetto e grande ammirazione per la disciplina con cui la popolazione italiana ha affrontato la pandemia”.
Di Maio, in controtendenza rispetto allo stesso Movimento 5 Stelle che nasce come antitesi alla presunta “Europa dei banchieri”, si è dichiarato col ministro Maas a favore di “un’Europa più forte e competitiva che metta all’angolo individualismi e personalismi di pochi”.
Soggiungendo: “C’è una sostanziale e netta differenza tra il concetto di sovranità e di sovranismo, deleterio anche per gli interessi nazionali dei singoli stati. Di fronte a questo bivio l’Italia ha già scelto e mi auguro che lo facciano anche gli altri Paesi”.


