Trump condivide una teoria del complotto tra i cui inventori c’è un triestino

12.06.2020 – 07.30 – Lo scorso 6 giugno 2020, nel corso delle proteste seguite alla morte dell’afroamericano George Floyd, due poliziotti in tenuta antisommossa di Buffalo avevano spinto un anziano 75enne, gettandolo a terra: le immagini circolate in rete mostravano l’uomo avvicinarsi alla Polizia, venire travolto e giacere immobile, una chiazza di sangue sotto la nuca sbattuta sul cemento. A seguito delle ulteriori proteste che erano seguite – non era stato l’unico caso, con aggressioni delle forze dell’ordine ad anziani e senzatetto in sedia a rotelleil presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump era intervenuto. Secondo Trump si tratta di un’operazione ad hoc degli “antifa”: il 75enne stava infatti “oscurando” le comunicazioni della polizia ed era stato interrotto nell’atto. Il fatto che l’uomo sia noto da tempo come un pacifista di vecchia data e che l’immagine lo mostri perdere copiosamente sangue dalla testa rendono l’accusa difficilmente sostenibile. Se è vero che i dimostranti stanno utilizzando diverse app per “entrare” illegalmente nei canali della Polizia e ascoltarli, sembra alquanto difficile che siano in grado di oscurarli.
I “jammer” utilizzati dalla criminalità per interrompere i campi dei cellulari non richiedono inoltre vicinanza fisica per funzionare.

Trump ha citato quale fonte “Oann – One America News“, un canale di estrema destra di una piccola tv via cavo di San Diego, già altre volte interpellata e retwittata dal Presidente. La tv è nota per agitare teorie complottiste piuttosto fantasiose; come in altri casi quando si discute di Trump l’obiettivo è più asserire una presa di posizione “forte” che confermi la fedeltà al “leader” piuttosto che credere o meno nel complotto presentato. Oann, come altri siti complottisti, oscilla tra la ricerca di una “verità nascosta” e il gusto di una provocazione consapevole di quali reazioni susciti.

La tv, proposta da Trump come alternativa a Fox News, canale di area repubblicana anch’esso, ma con la “colpa” di non idolizzare il Presidente, ha un ufficio di corrispondenza alla Casa Bianca che a sua volta recupera il materiale per i suoi servizi complottisti dalla comunità QAnon. La comunità, nata a seguito dell’inaspettata vittoria di Trump alle elezioni, mira a difendere il “suo” uomo dal “Deep State” americano manovrato dai liberali, specie nel “covo” di Hollywood, parte di un’elitè segreta secondo cui Trump sarebbe una scomoda chiave inglese che rompe gli ingranaggi mondiali.
QAnon mescola il fascino di una cospirazione “filmica”, propria dell’infantilismo americano, con tendenze apocalittiche, anch’esse presenti nell’ala puritana ed evangelica del paese.
Tra i QAnon Oann riprende spesso le teorie di un certo Greg Rubini che vanterebbe connessioni importanti con i servizi segreti USA. Il giornale Buzzfeed ha incaricato allora due giornalisti investigativi che hanno scoperto l’identità reale di Greg Rubini. La ricerca di Buzzfeed è stata poi ripresa e citata in Italia da Il Corriere della Sera. Trattasi, a quanto sembra, di un italiano nato a Trieste. L’uomo aveva lavorato per diversi anni quale tecnico del suono. Sotto lo pseudonimo di Greg Rubini gestisce un sito di “informazione alternativa”. Un mistero avvolge questo triestino filo-Trump che ha abbandonato la città giuliana a inizi duemila, trasferendosi dapprima in Toscana e poi scomparendo nel nulla.

Sostanzialmente se a queste teorie viene dato tanto peso la responsabilità rimane del Presidente che ne retwitta le fake news: se la tv di San Diego non riprendesse le teorie di Greg Rubini e se il canale televisivo a sua volta non venisse “taggato” da Trump, l’intera costruzione di “What if” rimarrebbe quale curiosità nei meandri del Web come avveniva nell’epoca pre 2010 e pre Social. D’altronde sfruttare il gusto del complotto è abitudine negli Stati Uniti anche dell’ala liberale e democratica, con continue accuse alla Russia di manovrare pressoché ogni elemento avverso ai democratici. Un segnale di come il gusto per la cospirazione sia ormai una delle tante armi dell’arsenale politico, a prescindere che si riveli vera o falsa.

Fonti: Buzzfeed, A Popular QAnon Twitter Account That Claims To Have Explosive DC Dirt Is Really Just A Random Italian Guy

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore