Trentino, mobilitazione contro l’abbattimento dell’orso del monte Peller

29.06.20-10.30- In questi giorni si è diffusa la notizia di due cacciatori aggrediti da un orso sul monte Peller, in Trentino. Sembra che i due, padre e figlio, stessero perlustrando il bosco per una futura battuta di caccia quando l’orso si è avventato sul più giovane, che è caduto a terra. Il padre è intervenuto in suo soccorso, ma è stato ferito a una gamba, che poi risultata fratturata. Successivamente, l’animale è fuggito. É probabile, secondo gli uomini della Forestale, che potesse trattarsi di un orso femmina che avrebbe agito mostrando i denti per poi scappare perchè impaurita, ‘minacciando’ gli ospiti per difendere i piccoli che potevano trovarsi nelle vicinanze.

Molte le polemiche sul fatto, in quanto il presidente della Provincia Autonoma del Trentino Maurizio Fugatti ha annunciato di voler prepararsi a firmare un’ordinanza che autorizzi la cattura e l’abbattimento automatico dell’animale appena sarà identificato, ma animalisti e associazioni ambientaliste come la Lav e Legambiente, così come il ministro dell’Ambiente Costa, non sono assolutamente d’accordo e replicano: “È l’ennesima ordinanza spara-orso, ma ci sono delle regole dettate dal Piano d’azione che non possono essere calpestate a piacimento da politici in cerca di visibilità”.

Ci si chiede, infatti, se sia giusto uccidere un animale che si trovava nel suo habitat e, molto probabilmente, ha agito per istinto come la natura gli ha insegnato o con l’intento di difendere i suoi cuccioli da potenziali pericoli. C’è inoltre bisogno, prima di tutto, di fare chiarezza sulla situazione che ha coinvolto i due uomini. Il ragazzo aggredito ha commentato la vicenda dicendo di essere contrario all’abbattimento dell’orso ma richiede una gestione migliore degli orsi.

Il WWF sottolinea: “Non è il primo orso che viene condannato a morte in Trentino, per questo vanno fermati gli abbattimenti “automatici” di tutti gli orsi coinvolti in incontri ravvicinati o incidenti, modificando il testo del Piano D’Azione per la Conservazione dell’Orso sulle Alpi (PACOBACE), che prevede la possibilità di abbattimento anche in caso di orsi che hanno semplicemente fatto ciò che la Natura gli ha insegnato.”

Contro l’ordinanza di abbattimento dell’orso del Monte Peller, l’Oipa Italia presenterà il ricorso al Tar, poiché, come già specificato, l’abbattimento di un orso può avvenire, per legge, solo in caso di comprovata pericolosità nei confronti dell’uomo e quando si sia verificata l’inefficacia di misure alternative incruente.

Anche l’associazione Trieste Animali Day si pronuncia a favore dell’orso e contro gli abbattimenti intenzionali dei plantigradi coinvolti in incontri ravvicinati o incidenti scontati in quelle zone. Fabio Rabak, presidente del TAD, spiega come il rapporto fra umani e animali è ormai follemente insano: “L’uomo ha invaso gli spazi degli animali in modo nefasto. Alcune specie più adattabili, come volpi o il cinghiali, riescono a vivere ai margini dei centri urbani invece altre specie gli insediamenti umani sono impossibili.”

Nel 1999 il progetto Life Ursus, dopo aver ottenuto un finanziamento dell’Unione Europea, ha dato l’avvio alla ripopolazione di orsi nelle Alpi Centrali tramite il rilascio di individui dalla Slovenia. Da allora, l’orso ha iniziato a spostarsi e riprodursi, ovvero a fare quello che era semplicemente previsto dal progetto di reintroduzione. Nel frattempo però l’essere umano si è dimenticato di questi animali e degli ecosistemi in cui vive, ha continuato a diffondersi invadendo sempre più la natura e ad un certo punto inevitabilmente si è ritrovato ad essere faccia a faccia con l’orso. Per chi vive in quei luoghi, la convivenza con l’orso è normale e comprende le necessità della permanenza dei plantigradi e si informa ed evita di trovarsi in situazioni che possano metterlo a confronto con questo animale.

“C’è bisogno” ribadiscono gli animalisti “di sensibilizzazione e misure alternative che promuovano un serio piano di convivenza tra uomo e orso”. Alcune semplici ‘regole‘ per la convivenza in zone di montagna sono: restare sui sentieri, parlare a voce alta, tenere il proprio cane al guinzaglio, non avvicinarsi alla fauna selvatica, restare fermi e non colpire gli animali in caso dei rari incontri ravvicinati.

Michela Porta

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