Bole: i meravigliosi vini di Trieste

21.06.2020 – 07.00 – Quando siete arrivati a Roiano prendete via dei Moreri, innestate le marce basse e a sinistra imboccate via Sottomonte. In pochi secondi passate dalla città al verde. Tra il mare alle spalle e il Carso fronte a voi è tutta arenaria coperta di bosco e vigne.
La denominazione di origine protetta Carso ingloba anche questa meravigliosa zona ma questo non è il calcare dell’ altipiano: sono le vigne di Trieste. Al 27 fermatevi. E’ la cantina di Bole.
Un meraviglioso anfiteatro vista mare fatto di pastini stretti e muri a secco a contenerli circonda la piccola cantina e la casa. Con fatica ed orgoglio, lottando pure con i cinghiali ghiotti d’ uva qui da duecento anni si fa vino. E che vino!

Carso Glera 2017
La Glera è l’uva dalla quale si ottiene il Prosecco. Queste di Bole sono vecchie vigne poco produttive, il risultato è un vino fermo unico, considerato qual’è il suo parente più prossimo.
Mandorla fresca, fiori di tiglio e sbuffi agrumati su un finale di anice per un naso non particolarmente intenso ma complesso e decisamente piacevole.
Bocca sapida e piena, pepata, chiusura pulita e ottima persistenza.
1 anno tra acciaio e legno grande prima di riposare in bottiglia
Carni bianche. 89/100

Carso Vitovska 2017
Oro carico che gratifica l’ occhio. Al naso, intenso, sopra tutto miele di tiglio, iodatura soffusa e vaniglia bourbon a chiudere. Bevuta sontuosa, pepata, lunga ed appagante sostenuta da viva sapidità
e da una vena acida che accompagna al lungo finale.
1 anno tra botti grandi (2/3) e acciao (1/3) prima di riposare in bottiglia.
Branzino ai ferri. 92/100

Carso Malvasia 2017
Immaginatevi la mattina presto mentre scendete dalla Strada Costiera verso il bagno Le Ginestre. Ecco, chiudete gli occhi e assaporate i profumi che gli alberi, i fiori, e il mare vi offre.
Stappate questa Malvasia e vi ritroverete lì.
Bocca sapida , piena e lunga, grassa quasi, anche qui pepata. Piacere puro.
Acciao e botte grande prima di riposare in bottigia.
Sacmpi alla busara. 93/100

Carso Rosso 2017
Terrano non può chiamarsi perchè fuori dalla sottozona, ed è giusto così. L’ uva è la stessa ma il terroir è diverso.
Ne esce un rosso goloso, dal naso vivo e complesso, karkadè, amarena e magnolia a preparare una bocca affilata, agile alla beva e con una chiusura lunga sui toni del ribes e l’amarena.
Quasi tutto in legno grande per 1 anno prima di riposare in bottiglia.
Salsicce alla griglia 90/100

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Prosit!

Andrea Jermol Groppi