Alitalia e Trieste Airport: il Friuli Venezia Giulia “isolato” dalla capitale

16.06.2020 – 09.50 – Nonostante il Friuli Venezia Giulia sia ormai entrato nel vivo della cosiddetta Fase tre, la regione rimane tuttavia ancora “isolata” dal punto di vista dei trasporti aerei e ferroviari, con pochi collegamenti, se non del tutto assenti, con i centri economico-finanziario ed istituzionale del Paese, rispettivamente Milano e Roma. Non solo il “congelamento” delle trattative per la ripresa dei voli Alitalia dal Trieste Airport diretti a Roma, ma anche la quasi totale assenza di collegamenti con treni diretti e veloci per entrambe le città.

Non si è fatta attendere la protesta da parte della politica locale, a partire dal Presidente del Consiglio Piero Mauro Zanin: “Se a Roma vogliono isolare il Friuli Venezia Giulia, temo che siano già sulla buona strada” ha affermato esprimendo grande preoccupazione per “una situazione paradossale che sta penalizzando cittadini e imprese della nostra regione, costretti a viaggi della speranza per mantenere i contatti con le capitali istituzionale ed economica. Alitalia, a quanto pare” ha incalzato Zanin “sta ricollegando l’hub di Roma Fiumicino perfino con Lampedusa, Lamezia Terme e Pantelleria ma non con il nostro capoluogo regionale: un segnale inequivocabile di quanto i pesanti investimenti regionali su Trieste Airport rischiano di venire vanificati se non addirittura umiliati”.

Nel frattempo un’interrogazione al Ministro dei Trasporti è stata presentata dalla deputata della Lega Vannia Gava, la quale evidenzia: “le trattative tra la società di gestione dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari e Alitalia sono nella palude. Sembra” aggiunge “che manchi il via-libera dal Mise al commissario straordinario di Alitalia. La solita burocrazia farraginosa e inconcludente”. Sulla questione si è espressa anche la senatrice Tatjana Rojc del Partito Democratico, manifestando la propria preoccupazione al Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli: “Non pensare a collegamenti diretti con la Capitale significa tarpare le ali alla ripresa economica, agli imprenditori, a chi è costretto a vivere questo disagio che francamente ostacolerà il futuro di tutta la regione, le sue possibilità di sviluppo imprenditoriale, turistico, industriale. Senza tralasciare il fatto che il Friuli Venezia Giulia con il suo sistema di trasporto dovrebbe essere di riferimento con Roma anche per la Slovenia e l’Istria”.

Preoccupati anche gli esponenti dei partiti in Consiglio regionale: “Mentre Austria e Slovenia aprono i propri confini al Friuli Venezia Giulia, il Governo italiano non garantisce ai cittadini della nostra Regione i collegamenti aerei con la capitale” afferma in una nota il capogruppo della Lega Mauro Bordin. “Il Governo deve garantire la ripresa dei collegamenti aerei Trieste-Roma. E’ impossibile immaginare che le regioni di confine come il Friuli Venezia Giulia siano lasciate ai margini senza una tutela per i cittadini a cui viene negata la possibilità di accedere ai servizi di trasporto aereo verso la capitale”.

“Dopo le inaccettabili riduzioni dei voli verso Milano, che di fatto tagliano fuori la nostra regione dal più importante centro economico finanziario del Paese, adesso, con la riduzione di quelli per Roma rischiamo di venir tagliati fuori anche dal suo centro politico amministrativo.” Evidenzia il capogruppo di Fratelli d’Italia Claudio Giacomelli. “A queste riduzioni dei voli, si aggiunge anche la notizia del dimezzamento dei Frecciarossa in direzione Roma. Una penalizzazione per gli utenti triestini che durerà, ben che vada, per tutto giugno. Causa queste gravi e incomprensibili penalizzazioni” conclude “Trieste si trova di fatto tagliata fuori dai collegamenti romani attraverso l’impossibilità di andare e tornare a Roma in giornata.”

Dalla consigliera Mara Piccin di Forza Italia sarà depositata un’interrogazione per “comprendere come la giunta regionale intenda esercitare pressioni sul governo affinché Trieste Airport non venga penalizzato dal nuovo corso di Alitalia. Sarebbe una beffa” ha aggiunto la forzista “se, a Ronchi dei Legionari, Alitalia, appena foraggiata con altri 3 miliardi di euro pubblici, non ripristinasse almeno i livelli di traffico pre-Covid”. 
Più critici invece i consiglieri del Partito Democratico Mariagrazia Santoro e Diego Moretti: “La vicenda di Alitalia e dell’aeroporto Fvg evidenzia la mancanza di strategia per lo sviluppo dello scalo regionale, che non può limitarsi alla semplice privatizzazione”. Ha affermato Santoro “In questo modo la Giunta Fedriga sta trasformando una vendita in una svendita”.
“L’auspicio è che Fedriga” ha evidenziato Moretti “sempre bravo ad attivare contenziosi con il Governo, si attivi allo stesso modo anche con Alitalia per riparare a un torto inaccettabile. La speranza è che questa azione non faccia parte di una strategia di depotenziamento dell’aeroporto del Fvg“.

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