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giovedì, 18 Agosto 2022

#StorieDiSport: Cesare Maldini, la leggenda del servolano

7.5.2020 – 10:00 – Grande promessa del calcio rossoalabardato, sin dai tempi in cui la Triestina si confrontava nella massima serie contro le compagini più blasonate della penisola italica, il giovane servolano Cesare Maldini lascierà la sua città natia nel 1954, all’età di 22 anni, trasferendosi all’A.C Milan per coronare il suo sogno più grande, diventare un calciatore professionista nella rosa di una grande squadra. Da quell’anno, partita dopo partita, il talentuoso Cesare si aggiudicherà il titolo di ”bandiera rossonera”. Nonostante avesse lasciato Trieste in giovane età, lui, la sua città, non la dimenticherà mai; complice soprattutto la presenza di Nereo Rocco sulla panchina del Milan e dell’Italia, il quale, tra un discorso e l’altro, non perderà mai occasione per ricordargliela.

Cesare Maldini, ”l’ultimo uomo”:

Difensore elegante, Maldini sarà impiegato indifferentemente tanto sulla fascia sinistra quanto su quella destra, per poi andare a ricoprire negli anni della sua carriera anche il ruolo di libero. A detta sua, sarà proprio quest’ultimo ruolo a permettergli di continuare a giocare a calcio anche quando l’età iniziò a farsi sentire.

Considerato uno dei migliori difensori italiani di sempre, sarà descritto dai giornali dell’epoca come un atleta dall’ottimo fisico, abile di testa, con un buon tocco di palla; ”la sua tecnica è sopraffina, preferisce il fioretto alla clava”, scriverà la Gazzetta dello Sport, seppur, per sua stessa ammissione – A volte mi scappava la randellata”.

Cesare Maldini con la maglia dell’ A.C.Milan.

Personalità molto carismatica fin dalla giovane età, nel corso degli anni farà emergere la sua indole di ”uomo spogliatoio” tanto che, lo stesso Nereo Rocco, per ‘’driblare’’ questioni spinose con i giornalisti, spesso se ne uscì con un – ‘’parlé col mio capitano!’’.

Tra i suoi punti deboli, la troppa sicurezza di sé che, in più occasioni, lo farà incappare in amnesie difensive denominate nel gergo calcistico maldinate”.

Tra gli anni ‘50 e ‘60, Maldini riuscirà a conquistare col Milan ben 4 scudetti, vantando anche 14 presenze con la Nazionale e una Coppa del Mondo al Mondiale di ‘’Cile 1962’’, competizione in cui assumerà il ruolo di capitano.

Mister Cesare Maldini:

Al termine della stagione 1966-67, deciderà di appendere gli scarpini al chiodo per intraprendere, invece, la carriera di allenatore. Cresciuto anche in questa esperienza all’ombra del ‘’Paròn’’, il calcio di mister Cesare Maldini si dimostrerà elegante ed essenziale, caratteristiche che lo porteranno al successo sui campi di tutto il mondo.

Nella stagione 1972-73 vincerà, da allenatore del Milan, la Coppa Italia e la Coppa delle Coppe, ma perderà lo scudetto per un soffio, (nella triste domenica passata alla storia come quella della ”fatal Verona”), che vedrà i rossoneri sconfitti 5 a 3 al Bentegodi, contro l’Hellas e sorpassati in classifica dalla Juventus, la quale si aggiudicherà il titolo di Campione d’Italia.

La sua carriera di allenatore subirà così un brusco arresto. L’anno seguente verrà esonerato dal Milan e, dopo brevi esperienze sulle panchine di Foggia e Terni, inizierà ad allontanarsi dalle luci della ribalta a cui era stato abituato sin dai primi anni della sua sfavillante carriera.

Nel 1980, dopo aver centrato una promozione in serie B con il Parma, entrerà a far parte dei quadri federali e, nel 1982, diventerà allenatore in seconda di Enzo Bearzot sulla panchina della Nazionale che, nello stesso anno, si laureerà campione del mondo.

Cesare Maldini ed Enzo Bearzot.

Negli anni ’90, dopo aver conquistato ben tre campionati europei U21, sarà scelto come candidato ideale per condurre la Nazionale.

Nel Marzo del 1997 durante le gare di qualificazione per il mondiale di ‘’Francia 1998’’, il figliol prodigo, farà ritorno nella sua Trieste, nel neonato Stadio Nereo Rocco, battendo la Moldavia per 3 a 0. Fu una partita davvero speciale per Cesare, in quanto ebbe l’onore di poter schierare in campo il figlio Paolo, marcatore del primo goal al ‘24 minuto. Seguiranno, poi, le reti di Gianfranco Zola e Christian Vieri.

Cesare Maldini durante una rimessa laterale di suo figlio Paolo, sul campo del Rocco.

Nonostante una cavalcata vincente e il raggiungimento del pass per il Mondiale di Francia 1998, il 3 Luglio il sogno azzurro verrà infranto dalla Francia, mattatrice dell’Italia ai rigori, per 4 a 3, dopo novanta minuti a reti bianche. L’eliminazione gli costerà la panchina azzurra, dalla quale verrà esonerato in favore del friulano Dino Zoff.

Nel 2001, ritornerà all’A.C. Milan assumendo il ruolo di Direttore Tecnico.

Nel 2002 sarà allenatore del Paraguay riuscendo nell’impresa di far qualificare la Nazionale al Mondiale di ‘’Japan-Korea’’. Si dimetterà il 15 Giugno dello stesso anno, dopo l’eliminazione agli ottavi di finale contro la Germania.

Gli ultimi anni e la scomparsa:

Dopo aver ricoperto nel 2012 il ruolo di opinonista sportivo, Maldini morirà nella notte tra il 2 e il 3 Aprile 2016, nella sua casa di Milano, all’età di 84 anni. Il giorno stesso, in suo ricordo, verrà osservato un minuto di silenzio su tutti i campi della Serie A. Il Milan scenderà in campo con il lutto al braccio nel sentito derby contro l’Atalanta.

Il 27 Maggio dello stesso anno, un parco, all’ombra dello Stadio Giuseppe Meazza di Milano, sarà intitolato alla sua memoria.

POTREBBE INTERESSARTI: (A Sara Gama, il Sigillo Trecentesco per meriti sportivi).

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