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lunedì, 5 Dicembre 2022

Pillole di Filosofia: il manto disincantato del Nichilismo

09.05.2020 – Viviamo anni non particolarmente semplici, l’ultima emergenza ne è un esempio lampante.
Sono decenni velocissimi, che vedono vorticosi cambiamenti che si susseguono e si trasformano continuamente.
Non è inusuale che in questo periodo, caratterizzato dalla compressione di tempo e spazio, da una vita vissuta in un eterno presente – visto che di un futuro certo non vi è traccia – e da una costante iper stimolazione, alcune persone si descrivano quali “Nichiliste”; spesso utilizzando l’accezione in modo ingenuo, o inconsapevole.
Ma che cos’è realmente il nichilismo?
Il “nichilismo europeo” è stato reso celebre dalla visione propria del celebre filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche.

Il termine comparve negli ultimi anni del XVIII secolo e ben presto acquisì il significato di totale corrosione e decadimento dei valori e dunque di un atteggiamento di disperazione, sconforto, ma al contempo di rivolta totale.
In molti tendono ad accomunare il nichilismo con il pessimismo, ma essi hanno caratteristiche molto differenti: il nichilismo, a differenza del pessimismo, esprime una consapevolezza chiara, che vede il periodo storico circostante come privo di certezze e valori; atto quasi ad uno sgretolamento di ogni sicurezza.
Il mondo a noi conosciuto si leviga e si dissolve, succube dell’inesorabile e ineluttabile scorrere del tempo.
Questa metodologia di pensiero ricava spunti significativi dalla corrente romantica, dove l’uomo non è più, come nell’illuminismo, al centro del mondo, ma si rivede come piccolo componente di una natura enorme, che culla e uccide senza curarsi dell’umanità, procedendo nel suo corso (Da qui il sentimento di Sublime tipico del periodo, una fascinazione mista al terrore).

Nella seconda metà del XIX secolo, mentre il nichilismo si diffondeva a macchia d’olio in Russia come vero e stile di vita, in Occidente esso era portato avanti da Nietzsche come reale problematica filosofico.
Per Nietzsche le radici del nichilismo si trovano nella grande rivoluzione filosofica in Grecia per mano di Euripide e Socrate, quando l’aspetto dionisiaco della vita fu sopraffatto e occultato da quello apollineo, pretendendo di trovare nell’intelligenza, nella dialettica e nella morale il principio della liberazione dal dolore.

Il nichilismo nasce quindi, per Nietzsche, quando l’uomo si distacca dalla vita dettata da schemi fissi e razionali.
Il Nichilismo è attivo, consapevole, non è solo decadenza, ma dimostra forza, a indicare che l’energia del proprio spirito è cresciuta a tal punto da riconoscere che gli scopi fino ad ora perseguiti non sussistono.
Questa corrente di pensiero è dunque composta da una matrice attiva e una negativa: entrambe necessarie, la seconda per rendersi conto della decadenza, mentre la prima per procedere poi in un superamento di essa, trovando nuovi valori da perseguire.

 

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