Pillole di Filosofia: il credo razionale del Deismo

19.05.2020 – 13.00 – Nuovo appuntamento dedicato alla nobile disciplina che è la Filosofia.
Oggi parliamo di una dimensione spirituale legata al credo religioso: si tratta del Deismo.
Questa visione è una filosofia razionalista e anticlericale, che inizia a muovere i primi passi tra il 1600 e 1700.
Un’epoca dunque immersa nelle guerre di religione che porterà il deismo ad assumere una posizione di pacere tra le religioni rivelate, presentando il Credo come unico legame di fratellanza tra gli uomini.

Il termine, grazie al contributo del celebre filosofo Immanuel Kant, viene visto oggi come una corrente che si lega ad un’idea di Dio puramente razionale.
Ovviamente non mancano le marcate influenze illuministe, dedite al progresso e alla tensione verso la perfezione, che portano nel deismo una matrice prettamente incentrata sulla Ratio e dunque su una credenza nell’esistenza di Dio fondata su basi esclusivamente razionali.

Viene dunque rifiutata ogni sorta di rivelazione, di autorità divina, di culto e di mistero; vengono ammessi unicamente principi religiosi e morali cui l’uomo può giungere con la ragione e attraverso lo studio della natura.
Una visione che sfiora quasi alcune caratteristiche del cosmocentrismo, anziché del teocentrismo, vedendo l’uomo sì come essere attivo, ma al contempo contemplativo e dedito ad una sorta di “illuminazione”.

Il deismo assume a priori l’esistenza di un Essere Supremo – ribilanciando la componente teocentrica che crede in un Dio personificato – creatore e regolatore delle leggi dell’universo; una figura quindi indispensabile a spiegare l’ordine, l’armonia e la regolarità del creato.

La non fiducia in una rivelazione porta l’uomo a svincolarsi da ogni possibile dogma, testo sacro o autorità religiosa.
La ragione resta l’unico strumento essenziale per elaborare una religione naturale e razionale completa e autosufficiente, capace di spiegare il mondo e l’uomo.