Pedocin: si torna “al bagno” ma con testa, asciugamani ad un metro.

29.05.20-07.00- Ieri l’assessore con delega ai servizi Generali – gare ed appalti, Lorenzo Giorgi ha segnalato due notizie importanti: la prima riguarda la “vittoria” del Comune sulla possibilità richiesta di tenere una distanza minima tra un asciugamano e l’altro di un metro (anziché di un metro e mezzo come previsto inizialmente). Dopo il via libera della Regione,  Barcola ed i Topolini possono quindi tirare un ‘sospiro di sollievo’: come detto dall’assessore Giorgi “la nostra linea è passata in quanto consideriamo gli asciugamani come indumenti personali e non come attrezzature”. Per lettini e sdraio, però, resta l’obbligo di un metro e mezzo. Un’indicazione da rispettare anche negli stabilimenti privati, dove va osservata anche la norma di distanziare di 3,5 metri gli ombrelloni.  Anche questi stabilimenti balneari potranno optare per gli asciugamani a terra distanziandoli di un metro, ma ciò non sembra variare la situazione dei privati che, per il momento non sembra presagire grandi possibilità per gli introiti.

Per quanto riguarda la mascherina, nessun obbligo quando si prende il sole o quando si entra in acqua. In tutte le altre occasioni sarà obbligatorio indossarle. Vietate anche le partite di beach-volley e le attività ludico-sportive che potrebbero dare luogo ad assembramenti: saranno permesse solo le attività individuali come, ad esempio, il windsurf.

La seconda notizia data dall’assessore riguarda la riapertura del bagno marino “La Lanterna” Pedocin prevista per lunedì 1 giugno. La riapertura avverrà in due turni (indicativamente 07.30-13.00 e 14.00-19.30), con un tetto massimo di presenze (300 donne e 150 uomini) e una chiusura ‘forzata’ per sanificazione. Inoltre, ci sarà il divieto di lasciare cose personali all’interno dello stabile dopo l’ora di chiusura ed i biglietti saranno erogati solo dalle casse automatiche. Durante le scorse ore, Giorgi comunica che si è discusso riguardo alcune problematiche da risolvere derivanti dalla chiusura dello stabile dalle ore 13.00 alle ore 14.00 per la sanificazione obbligatoria dei passamani, delle sedute e degli appendini. La chiusura ad ora di pranzo, difatti, oltre a far uscire le persone presenti la mattina costringendole poi a ripagare il biglietto pomeridiano, va inoltre a penalizzare alcune categorie di persone che, per problemi lavorativi, potrebbero andare al mare soltanto all’ora di punta (basti pensare alle commesse o a chi lavora negli uffici che ha possibilità di ‘staccare’ solo a quell’ora).

L’assessore ha comunicato che si sta cercando di risolvere il problema: “Con qualche centinaio di euro in più di spesa, potremmo considerare una persona in più che possa fare le pulizie, stiamo già parlando con una ditta che ha vinto la gara d’appalto. In questo modo, si ridurrà a trenta minuti l’opera di sanificazione prevista anticipando un po’ la chiusura mattutina. Chiudendo al massimo alle 12.30, sarà quindi possibile aprire lo stabilimento alle 13.00 dando così la possibilità di entrre anche ai lavoratori altrimenti ‘esclusi’. Il tentativo di chiusura dalle 13.00 alle 14.00 andrà avanti per i primi giorni di lunedì, martedì e mercoledì per vedere la risposta dei triestini. Stiamo facendo tutto questo perché vogliamo dare un’estate normale ai nostri cittadini. ‘Sì, se pol!’, quindi, collaborando tutti assieme, uscire da questa situazione “.

Michela Porta

 

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