Italia Nostra ricorda l’architetto Fornasir e rilancia il Porto Vecchio

24.05.2020 – 08.30 – La tutela di un edificio storico richiede altrettanta fatica che costruirlo; è facile distruggere, mentre è difficile preservare. Se non si tratta di un edificio, ma di un intero quartiere quale il Porto Vecchio, la sfida diventa ancora maggiore. Italia Nostra Trieste, impegnata da vent’anni nella difesa del patrimonio di archeologia industriale del Porto Vecchio, ha ricordato in quest’ambito l’agire dell’architetto Barbara Fornasir, scomparsa un anno addietro, il 18 maggio 2019. L’architetto era stata tra le anime della Biennale Internazionale Donna che aveva trovato suggestiva collocazione negli spazi del Magazzino 26; e aveva seguito lo studio (e restauro) delle strutture portuali.
Il suo ricordo trova ora una concreta testimonianza con il saggio “I Sogni di Barbara“, scritto in questi mesi di lockdown dalla Presidente della sezione triestina, l’architetto Antonella Caroli. L’opera evidenzia i maggiori lavori dell’architetto Fornasir, raccolti con un apposito fondo “Sergio e Barbara Fornasir”, dichiarato dallo stato “di interesse storico particolarmente importante” e vincolato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBACT). Il fondo è stato istituito grazie al Soprintendente archivistico del Friuli–Venezia Giulia dottor Viviano Iazzetti, mentre a tutta l’operazione hanno contribuito i giovani collaboratori dello studio Fornasir e i volontari di Italia Nostra.

Italia Nostra in tal senso s’impegnerà a proseguire l’opera di tutela del Porto Vecchio adottando le idee già tracciate dalla Fornasir. Si vuole infatti valorizzare nell’ordine la ex locanda, la rimessa storica delle locomotive, gli atelier degli artisti nel magazzino XI e i piccoli punti di ristoro nelle ex espositure doganali. Si vuole inoltre proporre punti di ristoro nelle stesse espositure coinvolgendo le categorie cittadine.
Tra le proposte più conosciute c’è sicuramente il progetto (H)all, nell’ex locanda piccola dell’arch. Giorgio Zaninovich, che si trova nell’area retrostante il magazzino 26 che si vorrebbe destinato a un laboratorio multifunzionale per la produzione e promozione culturale interdisciplinare capace di “attirare” studenti, artisti e soprattutto investitori.
Senza infine dimenticare il restauro della rimessa storica delle locomotive, nei pressi della nuova rotatoria che dà accesso al Porto vecchio, con destinazione infopoint, bike sharing e un piccolo museo virtuale con l’esposizione di una storica locomotiva.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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