Il Bagno Ferroviario sospende l’attività: spese anticontagio insostenibili

15.05.2020 – 11.22 – Il Bagno Ferroviario di Trieste rimarrà per quest’estate 2020 chiuso: troppo stringenti le linee guida Inail per la riapertura, troppi i costi i gestione, troppo esigui gli eventuali posti a disposizione. La combinazione dell’emergenza Coronavirus, della burocrazia sanitaria e infine le ridotte dimensioni del Bagno stesso ne determinano la chiusura.
Lo ha annunciato ai giornali Claudio Vianello, presidente del Dlf Trieste, e Lorenzo Deferri, responsabile del Circolo ricreativo dell’Autorità portuale.
Lo stabilimento dispone infatti di 2mila metri quadrati: con le regole di distanziamento di 4,5 metri tra gli ombrelloni il 70% di questo spazio non è utilizzabile; se normalmente il Bagno poteva alloggiare 300 ospiti, con le nuove regole ne potrà accogliere solo 90.
Dovrebbero inoltre raddoppiare i bagnini; senza considerare il personale aggiuntivo che dovrà vigilare sul rispetto delle norme anti-assembramento.
A ciò vanno ad aggiungersi le spese per la manutenzione, la sanificazione, l’adattamento di cabine e docce; il Bagno già normalmente paga 14mila euro di locazione.

Il Bagno Marino Ferroviario nacque nel 1925 quale colonia marina per i figli dei ferrovieri; nello stesso anno veniva fondato il “Circolo Marina Mercantile” ad opera di un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.
Fino agli anni Settanta del novecento il Bagno era riservato ai dipendenti delle Ferrovie.
Si tratta pertanto di una decisione storica, perché mai prima d’ora lo Stabilimento era stato chiuso: si può ben dire che quanto non riuscirono i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, vi riuscì il Covid-19. Non rimane allora che aspettare la prossima riapertura, fissata per la Barcolana 2020, il prossimo autunno.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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