15.05.2020 – 22.21 – Furti di seppie nel golfo. È quanto accaduto nei giorni scorsi nel litorale costiero fra Sistiana e Grignano, secondo quanto sostenuto da alcuni pescatori triestini. A compiere queste effrazioni, a detta di chi li ha colti sul fatto, sarebbero stati alcuni diportisti e subacquei della zona. La serie dei furti con i conseguenti danni alle reti delle coltivazioni pare abbiano iniziato a verificarsi una decina di giorni fa, con il venir meno delle prime restrizioni per i possessori di barche da diporto. Così, nel giro di pochi giorni, la sparizione di seppie in gran quantità ha iniziato a replicarsi in modo quantomai ciclico. Si tratta di furti subdoli, perché, come spiegano gli stessi pescatori, i ladri di seppie agiscono a qualsiasi ora, sia della notte che del giorno. Il tutto mentre gli operatori del mare, adusi a perseguire la loro ciclica metodicità, sono costretti a recarsi alle loro “nasse” ad orari precisi, sia per le calate che per le tirate di questi particolari strumenti per la pesca di questi molluschi.
Effrazioni del genere erano già state segnalate in passato nel golfo di Trieste, spiegano i pescatori, in particolare nell’area fra Villaggio del Pescatore e Fossalon, ora invece questa antipatica consuetudine pare essersi spinta fin quasi in città. Il tutto mentre, secondo la legge, diportisti e subacquei dovrebbero rimanere lontano almeno 150 metri dalle reti di posta segnalate in mare. Non bastava perciò l’epidemia di Coronavirus che, a partire dall’inizio di marzo, ha fatto perdere all’intera categoria buona parte dei loro guadagni a causa della cospicua riduzione nel consumo di pesce e crostacei – ristoranti e hotel sono chiusi e così il venduto è diretto solo al dettaglio – ora si aggiunge anche questa mannaia sulla già debole economia del settore.
[g.p.]


