19.05.2020 – 14.34 – La Regione Friuli Venezia Giulia torna a chiedere che i contributi allo Stato per il 2020 e il 2021 vengano azzerati: l’autonomia della Regione infatti prevede già di svolgere funzioni per le quali le Regioni ordinarie ricevono congrui finanziamenti da Roma; mentre il Friuli deve arrangiarsi con proventi delle compartecipazioni ed entrate proprie.
Secondo l’assessore alle Finanze Barbara Zilli, la Regione ha sempre infatti versato i suoi contributi allo stato; dapprima con la promessa di un federalismo fiscale mai realizzatosi; successivamente per sostenere un forte debito pubblico. I patti finanziari in vigore richiederebbero alla Regione di versare 726 milioni di euro nel 2020; questo però a fronte di una perdita del Pil pari a 700 milioni di euro.
“Non è – ha ribadito Zilli – un esercizio voluttuario ma una necessità autentica per poter garantire i servizi ai cittadini”.
L’assessore ha anche ricordato come, prima della catastrofe del Covid-19, nel programma di sviluppo dell’autonomia regionale era prevista anche la richiesta di un incremento della compartecipazione sul gettito Iva, rispetto ai 5,91 decimi attuali, e su questo tema era in vista, prima dell’emergenza nazionale, un tavolo tecnico Stato-Regione in sede di ministero dell’Economia e delle Finanze.


