24.05.2020 – 07.30 – Salvaguardare i posti di lavoro, proteggere l’ambiente e infine favorire lo sviluppo di Trieste: questa la difficile triangolazione a cui mira il Friuli Venezia Giulia per risolvere la sfida della Ferriera di Servola. L’argomento è stato ieri affrontato durante una videoconferenza che ha visto protagonisti il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e l’assessore al Lavoro, Alessia Rosolen.
Secondo il governatore e l’assessore, dopo l’obbligatoria chiusura dell’area a caldo, fortissimamente voluta dalla cittadinanza, importante sarà non solo conservare i posti di lavoro attuali, ma favorire una crescita organica dell’area.
Un primo passo ovviamente è già stato proposto attraverso lo stanziamento di risorse pubbliche; ma stando all’Accordo di Programma dovranno poi le stesse parti private coinvolte attivarsi a loro volta, allocando le risorse sufficienti per la riconversione dell’impianto siderurgico. L’obiettivo finale infatti consiste nella trasformazione del sito da area industriale a polo logistico.
Secondo Fedriga e Rosolen serve “la piena tutela di tutti i lavoratori, senza distinzioni”; una rassicurazione che stride però con i licenziamenti avvenuti tra dicembre e gennaio; dapprima ad opera dell’Azienda Servizi Trasporti Logistica (ASTL) e successivamente con 20 lavoratori precari, teoricamente re-impiegati a Giorgio di Nogaro.
Il tutto su uno sfondo di crisi industriale già precedente all’emergenza Covid-19; dai tagli della Wärtsilä Italia, alla Flex Trieste, alla Principe Gruppo Kipre, alla Burgo, alla drammatica chiusura della Sertubi.


