12.05.2020 – 18.24 – “Qui ci sono dei bambini: è questo il grido di dolore di molti genitori a causa del lungo lockdown”. Così i Verdi del Friuli Venezia Giulia nella loro nota alla stampa relativa alla problematica causata da una permanenza troppo lunga nell’isolamento e al chiuso. “Anche nell’ultimo decreto del Governo, infatti”, spiegano i Verdi, “dei bambini e dei ragazzi ce ne siamo dimenticati: non un accenno. Scuole chiuse, parchi chiusi, incontri con i nonni contingentati – se si è più di tre può essere assembramento. Ma questi figli o nipoti dove e con chi li dobbiamo mettere o lasciare, visto che i genitori dovrebbero ricominciare a lavorare? Forse con i negozianti e le parrucchiere, che sono le categorie che riapriranno per ultime? Centri estivi e oratori forse quest’anno non potranno aprire, quindi bisogna ripensare l’intero settore e proporre modalità nuove”.
I Verdi del Friuli Venezia Giulia lanciano quindi alcune proposte: “Rivediamo alcune buone pratiche, ora divenute di nicchia, come le scuole nel bosco – aule verdi con attività didattiche e fisiche all’aperto. Utilizziamo i parchi e i giardini, anche quelli delle scuole, e ile aree gioco a turno. Lavoriamo a piccoli gruppi, utilizziamo in parte i ricreatori. Altri luoghi utilizzabili potrebbero essere le fattorie didattiche, le fattorie sociali e gli orti urbani. Per i più piccoli, potremmo incentivare gli asili di comunità condominiale e le baby sitter di comunità: tutte cose già esistenti sul territorio”, spiegano Tiziana Cimolino e Giuseppe Prasel, portavoce, “che potrebbero essere sostenute dagli enti locali attraverso gli sportelli istituzionali dedicati – come quello comunale per le baby sitter – e con progettazioni partenti dal basso, realizzate mettendo a frutto l’esperienza degli operatori, già attivi nel settore e concordandole con quelle dei genitori, ma soprattutto dei ragazzi”.
[c.s.]


