28.05.2020 – 09.10 – La riapertura dei confini, i corridoi turistici, gli accordi bilaterali: si avvicina la data del 3 giugno, ma le polemiche non accennano ad arrestarsi. Nel corso di una conferenza stampa convocata ad hoc a Trieste, il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga è tornato sull’argomento promettendo che “Non chiuderemo mai il Friuli Venezia Giulia all’arrivo di persone provenienti da altre regioni. E per venire in vacanza da noi non servirà alcun passaporto sanitario“.
Una rassicurazione perentoria a cui è seguita la promessa che il Friuli Venezia Giulia, per quanto concerne la volontà della Regione, vorrebbe riaprire i confini: “Noi dovremo entrare sicuramente nella prima apertura, so che per quanto riguarda quelle tre regioni c’è stata un interlocuzione con il governo, e avremo una risposta credo tra venerdì e sabato rispetto ai dati epidemiologici che i tecnici valuteranno. Per quanto ci riguarda non dovremmo avere limiti ulteriori“.
La questione dei passaporti, ha argomentato Fedriga, deriva da una necessità pratica: è ammissibile nel caso di un’isola quale la Sardegna, ma inapplicabile per una regione naturale crocevia quale il Friuli Venezia Giulia.
Tasto dolente l’opposizione dell’Austria, nella forma della politica protezionista del cancelliere Kurtz; a questo riguardo Fedriga ha dichiarato di aver “sentito più volte il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che mi ha assicurato che sta portando avanti questa battaglia a livello europeo“.
“Credo che si risolverà in non moltissimo tempo, – ha aggiunto Fedriga – ma è chiaro che più tempo passa, più la gente nell’incertezza decide di non prenotare le vacanze in Italia. Questo è uno svantaggio competitivo per il nostro territorio”.
“Siamo di fronte a una situazione simmetrica tra i Paesi europei – ha ribadito – rispetto a come il virus si è diffuso. Mi auguro che qualcuno, lo dico con chiarezza, non voglia sfruttare l’emergenza pandemica per fare un dumping su attività economiche e turismo, perché questo sarebbe inaccettabile all’interno delle regole europee”.


