26.05.20-09.00- Il protocollo siglato dal ministro per gli affari regionali Francesco Boccia e l’Anci – associazione dei comuni prevedono anche i destinatari del reddito di cittadinanza tra i 60 mila volontari che dovranno aiutare le forze dell’ordine a far rispettare le norme anti contagio. Si parla di “assistenti civici” per controllare le zone più dedite alla ‘movida’ nei vari comuni. Essi si occuperebbero di controllare che non ci siano assembramenti e di far rispettare le norme anti Covid19, senza nessun potere di polizia o possibilità di fare multe. Il reclutamento sarebbe volontario, fino al 31 luglio con un massimo di 16 ore settimanali. In settimana si attende il bando ma una nota del Viminale fa sapere che il ministero dell’interno non era stato informato di questa iniziativa.
“Non sono ronde” ci tiene a sottolineare il presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, Antonio Decaro “ma distributori di buona educazione. Serviranno nei parchi o nei mercati per contare gli ingressi, e sapere quante persone ci sono all’interno. Li useremo per distribuire generi alimentari e farmaci”.
Un argomento “spinoso” che, nelle ultime ore, sembra debba essere chiarito ulteriormente.
Contraria all’idea l’Fsp Polizia di Stato, che comunica tramite il Segretario Generale Valter Mazzetti quanto segue: “Troviamo questa iniziativa di ‘arruolare’ un esercito di assistenti civici un’iniziativa assolutamente pericolosa e incauta, nonché molto poco seria sul piano tecnico operativo. La definiamo senza timore una buffonata sul piano della sicurezza, che creerà rischi e che graverà, intralciandolo spesso, sul lavoro delle forze dell’ordine. La sicurezza è una cosa seria, e quando si azzardano provvedimenti in questa materia è indispensabile il confronto con i professionisti che fanno questo per lavoro”.
“Si tratta di persone totalmente sprovviste di qualsivoglia conoscenza in tema di controllo sul rispetto di norme – aggiunge Mazzetti –che oltre tutto non hanno idea di come e quando intervenire su questioni così delicate in tema di sicurezza e non sanno come operare in pubblico. Già prevediamo liti, risse e Dio solo sa quali scontri fra controllori e controllati, per non parlare del fatto che si scateneranno centinaia di migliaia di chiamate alle Forze dell’ordine per i più disparati motivi. E’ totalmente ridicolo. La vigilanza sociale si applica solo sui propri familiari, congiunti e amici con cui si può interagire per raccomandare il rispetto delle regole. Gli interventi pubblici sono e restano di chi è preposto a svolgere questo lavoro, come già fanno egregiamente migliaia di donne e uomini in divisa. Se poi il Governo ritiene che gli operatori della sicurezza non siano abbastanza, allora ne assuma molti di più, come già sarebbe stato necessario fare anche prima dell’emergenza, come chiediamo da sempre, e come ora è indispensabile più che mai”.
[m.p.]


