01.05.2020 – 14.00 – Una nuova innovazione nell’ambito della formazione professionale: sono gli ITS, una valida alternativa all’Università per chi vuole inserirsi nel mercato del lavoro, ma non solo: ne abbiamo parlato con l’Assessore della Regione Friuli Venezia Giulia al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, Alessia Rosolen.
“Con difficoltà il sistema Italia si è adeguato a questa novità – esordisce l’Assessore – È una mossa che, come regione Friuli Venezia Giulia, abbiamo fatto il prima possibile.
Ovvio che, se ci paragoniamo con paesi come Francia e Germania, l’Italia è ancora indietro, però nell’ultimo periodo abbiamo fatto dei reali passi da gigante”.
Un’ottima scelta post Scuole Superiori, pregna di contenuti tecnologici e innovativi; gli ITS rappresentano una nuova frontiera della formazione per la nascita di figure lavorative molto ricercate.
“Noi, come Friuli Venezia Giulia, a differenza di altre Regioni, garantiamo la vita delle Fondazioni di questo ambito, accompagnandole passo passo nell’individuazione dei percorsi possibili e nella creazione di un sistema preciso, a seconda di quali siano le esigenze del Territorio e degli studenti, sostenendoli il più possibile”.
Uno dei tasselli più importanti è sicuramente la sensibilizzazione dei ragazzi delle Superiori, facendo conoscere loro questa nuova possibilità: “L’obiettivo principale ora è riuscire a raccontare e spiegare agli studenti in uscita dalle scuole, e alle loro famiglie, questo nuovo tipo di percorso, chiarendo quanto esso sia un’ottima scelta per inserirsi nel mondo del lavoro al meglio: con la serie di corsi altamente professionalizzanti che gli ITS propongono, l’occupazione, al termine di questo genere di studi, è praticamente garantita.
Purtroppo però ad oggi ci sono stati vari percorsi eliminati a causa della mancanza di ragazzi iscritti”.
Degli Istituti che dunque possiedono enormi potenzialità, ma che ad oggi restano ancora poco conosciuti.
“Siamo intervenuti anche sul sistema della comunicazione e dell’incentivazione all’ingresso degli ITS – continua l’Assessore Alessia Rosolen – con azioni che rientrano nel campo di tutta quella serie di Contributi, per merito e reddito, che diamo come diritto allo studio universitario, come l’iniziativa dei voucher alle studentesse che partecipano ai percorsi ITS.
“Oltre a tutto questo – prosegue l’Assessore – soprattutto in questa fase complessa che stiamo vivendo, proseguiamo in maniera importante con tutti i percorsi di digitalizzazione e di accompagnamento di cui hanno bisogno queste strutture, come ad esempio i vari strumenti messi a loro disposizione per continuare ad erogare la formazione a distanza.
Stiamo inoltre costruendo un sistema di analisi dei fabbisogni occupazionali che sia uguale per tutti gli ITS; delineato dalle Fondazioni assieme a Confindustria, con cui abbiamo fatto un accordo, e tutte le parti datoriali presenti sul nostro territorio: come Regione ci informiamo su quelli che sono i bisogni della nostra zona e costruiamo figure professionali che servono alle Aziende”.
Dunque l’obiettivo principale è ora quello di “riuscire ad attirare i giovani. Ad oggi, proprio per non perdere nemmeno un ragazzo interessato a questo percorso, abbiamo messo in atto anche una forma di mobilità per gli studenti che, una volta ritenuti idonei, possono spostarsi, in assenza di corsi nella loro zona, in altri Istituti regionali”.
Una scelta per il futuro, quella degli ITS, che non desidera porsi in antitesi rispetto al percorso universitario, come conferma l’Assessore Rosolen: “Stiamo ragionando con le Università per verificare la possibilità di permettere ai ragazzi dell’ITS di proseguire, qualora lo vogliano fare, il percorso di studi all’Università con il riconoscimento di alcuni crediti; l’Istituto Malignani lo ha già fatto, lo ha formalizzato in parte: in realtà questo tema è dibattuto anche a livello nazionale, noi come Regione però stiamo già ragionando con i Rettori delle nostre Università per portare avanti questo progetto”.
Un lavoro importante per poter rendere possibile il passaggio dal’ITS all’Università, ma anche viceversa perchè “bisogna tener presente che ci sono molti ragazzi che abbandonano l’Università, magari avendo già dato alcuni esami, che potrebbero magari iniziare un percorso in queste strutture con il riconoscimento di alcuni crediti” sottolinea Alessia Rosolen.
“L’importante per noi è che si crei una permeabilità tra le Istituzioni, non vivendo questa nuova realtà come sola alternativa”.
Dei percorsi che l’ITS propone, sono molti quelli che riscuoto grande interesse da parte delle Aziende, come “Nuove tecnologie per il Made in Italy, come Industria, Meccanica e Aeronautica, Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione e tutta la parte dedicata alla Mobilità sostenibile, quindi un sistema complesso che coinvolge Mezzi navali, Logistica e Ferroviaria.
“Sono settori che funzionano bene e che vengono peraltro organizzati in collaborazione con le Aziende stesse; quindi i ragazzi, una volta finito il percorso, entrano direttamente all’interno delle realtà lavorative”.
Un percorso, quello degli ITS, atto a formare figure professionali dotate di un’alta specializzazione tecnologica, in grado di consentire a chi sceglie questo percorso un inserimento qualificato nel mondo del lavoro: una realtà che mai come ora dovrebbe essere risaltata e approfondita.


