26.04.2020 – 07.30 – Il turismo nell’Europa centro-orientale, per la sua stessa conformazione geografica, prevede continui spostamenti transfrontalieri: non può esistere un turismo mitteleuropeo ristretto al solo territorio nazionale.
La Slovenia, a questo proposito, inizierà delle trattative tanto con il Ministro del Turismo croato, quanto con quello austriaco per regolare i reciproci flussi turistici. Ma non sono i soli, perché anche la Repubblica Ceca è entrata in gioco, richiedendo un corridoio sull’Adriatico per i propri cittadini, abituati a ristorarsi sotto il sole dei Balcani.
Nella fattispecie il dialogo è tra il primo ministro croato Andrej Plenkovic e il suo omologo ceco Andrej Babis i quali hanno incaricato i reciproci ministri del turismo di trovare un modello fattibile per l’arrivo dei turisti cechi.
La proposta inizialmente è giunta dall’Associazione dei Tour-Operator della Repubblica Ceca, che hanno osservato come solo nell’anno precedente il turismo ceco sia ammontato al 4,2% degli arrivi, con il 5,9% dei pernottamenti, per un gran totale di 750mila turisti. Un peso economico impossibile da ignorare, specie considerando come tanto la Croazia, quanto la Repubblica Ceca siano state colpite solo marginalmente dal Coronavirus. La decisione spetterà in ogni caso ai governi di entrambi i paesi.
Mentre dunque in Austria e nei paesi confinanti fervono i progetti per garantire il funzionamento di un turismo che non sia solo “interno”, il Friuli Venezia Giulia rimane attanagliato dall’incertezza.
Un interprete di questo disagio è Fipe Confcommercio Udine, la quale ha osservato di non sapere ancora quando e come inizierà la stagione.
I possibili clienti austriaci e tedeschi, stando al mandatario di Lignano Enrico Guerin, non mancano, ma “temono di non poterci raggiungere durante l’estate“.
Come già stanno tentando Austria, Repubblica Ceca, Slovenia e Croazia, sarà pertanto necessario stabilire un corridoio di libero passaggio per i turisti. Si tratta di “una dinamica che si spera possa coinvolgere anche l’Italia ma, al momento, nessuno è in grado di assicurare che ciò accadrà”.
A ciò si dovrà sommare anche le difficoltà di trovare manodopera, considerando come molti dei camerieri e cuochi provenissero da altre regioni e/o altri paesi.


