Slogan da pandemia. Briciole

14.04.2020 – 14.15 – E anche Pasqua e Pasquetta ce le siamo tolte dalle scatole! Questa volta ci sono stati un po’ meno “anche a te e famiglia”, perché visto il periodo qualcuno avrebbe potuto equivocare e incazzarsi pure un pochino! Io nel dubbio, vista l’incertezza del momento, ne ho approfittato per fare pure l’albero di Natale, non si sa mai, meglio essere preparati! Siamo entrati in una pandemia che eravamo un popolo di santi, poeti e navigatori. Poi piano piano ci siamo trasformati in chef, parrucchieri e maghi del bricolage e credo che ne usciremo da scienziati, virologi e economisti! Tutte queste trasformazioni sono passate, passano e passeranno attraverso degli slogan che abbiamo coniato in un evoluzione continua di ottimismo, a volte reale e a volte forzato. Si è iniziato con il rassicurante “andrà tutto bene” finito presto in soffitta per un più accattivante ed energico “ce la faremo!”, che resiste ancora, nonostante il malinteso iniziale, visto che la prima volta che Conte, Di Maio e Del Rio l’hanno pronunciato in Parlamento, stava passando la ministra Bellanova che aveva equivocato, pur sentendosi lusingata! Il tutto accompagnato dallo slogan principe del momento, “io resto a casa”, come se si potesse fare diversamente. Certo, nonostante le continue raccomandazioni del nostro statista con le fossette, gli italiani sono capatosta e allergici alle regole; credo che se la situazione non dovesse migliorare nelle prossime settimane, la soluzione a cui si sta pensando sia quella di assumere in blocco tutti gli agenti della polizia indiana, che gentilmente stanno facendo capire alla popolazione del loro paese quale sia la soluzione migliore per evitare il propagarsi del virus! Infatti se qui c’è carenza di guanti, mascherine e toner, là c’è carenza di manganelli e bastoni!

Purtroppo non riesco a vedere tutti questi miglioramenti di cui ci parlano, mi sa che l’unico picco raggiunto al momento sia quello del nostro colesterolo! Quindi le opzioni sono due, o queste regole non sono efficaci oppure non le rispettiamo perché siamo degli anarchici all’amatriciana! Certo ci sono state delle stranezze, ad esempio si poteva assemblarsi su un bus o in un supermercato, ma non si poteva andare soli in un bosco o su una barchetta in mezzo al mare, a meno che il rischio non sia negli asparagi o che l’animale intermedio tra pipistrello e uomo, che stanno disperatamente cercando di scoprire, non sia il branzino! Vabbé non voglio entrare anch’io nel gioco perverso di improvvisarmi epidemiologo o legislatore, per me era meglio se restavamo poeti, anche improvvisati, come quelli di Facebook quando vengono lasciati dalle fidanzate, una specie di incrocio tra Dante e Luca Giurato, santi purtroppo non lo siamo più da tanto! Abbiamo iniziato questa clausura ricchi di buoni propositi e buoni sentimenti, quelli che vanno un po’ perdendosi mano a mano che il tempo passa e la luce in fondo al tunnel diventa sempre più fioca! Il primo a perderli un po’ di vista è stato il nostro Presidente del consiglio, che dopo averci ipnotizzato per giorni e giorni con frasi da Baci Perugina e rassicurazioni da Madre Teresa, non ce l’ha fatta più ed è esploso facendo le nomination come al Grande Fratello! Non c’è niente da fare, si può anche criticarlo, ma non si può dire che non sia un fenomeno della comunicazione! Sono bastati quei due nomi per far dimenticare agli italiani altre 3 settimane abbondanti di sacrifici e restrizioni, il Mes e i soldi promessi assieme alle mascherine che arrivano e non arrivano, le App dal grande occhio e il Pos che si trasformerà in “no ti pos pagar…lo farò forse appena pos”! Genio assoluto! Ecco mi sono fatto trascinare nel gioco perverso, prima virologo e poi politologo e economista! Uffa, chiedo scusa, beh almeno non faccio ipotesi sul 5G, e dovreste già dirmi grazie di questo!

Io credo che dovremmo sforzarci di essere più zen, tutti a partire da quelli che stanno nella stanza dei bottoni; provare a ispirarci a madre terra, ad affidarci a sorella luna e a evitare cugina sfiga, per trasformare il tutto in un contagio di ottimismo e speranza! Per finire voglio rendere meno pesante il mio pezzo di oggi, che forse è stato influenzato negativamente dalla frustrazione di questa reclusione; tra l’altro come ulteriore beffa non si registravano giornate così calde e soleggiate dai tempi dell’asteroide che portò all’estinzione dei dinosauri (a proposito, ricordatevi che il 29 aprile dobbiamo improvvisarci astronomi), voglio raccontarvi un simpatico aneddoto! Uscendo sul balcone a gustarmi il mio caffè del mattino, la mia vicina miope mi faceva i complimenti per la maglietta che indossavo, “dove l’hai trovata con l’arcobaleno e la scritta “andrà tutto bene”? Per togliermi dall’impaccio ho detto che era un regalo, perché non volevo si scoprisse che in realtà erano patacche di sugo e pesto e maionese e arancia – perché non solo Totti ha indossato una sola maglia per tutta la carriera, ma anch’io per tutta la quarantena! Va bene dai, adesso tutto prorogato fino al 3 maggio, quindi fino al 3 mangio! Una nota positiva (scusate non trovo altro termine) è la possibile riapertura delle librerie per nutrire la mente, “era ora che aprebbero, mi ho sempre piaciuto accolturarmi!!!!!” Buona quarantena a tutti!

[m.l.]

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