19.04.2020 – 15.47 – La Serie C di calcio potrebbe essere già finita. Mentre la FIGC si prepara a ripartire (con la data del 4 maggio indicata come probabile per la ripresa degli allenamenti delle squadre di Serie A, a patto di rispettare le linee guida per la tutela della salute indicate dalla stessa Federazione nel Protocollo sanitario redatto dalla propria commissione medico-scientifica e sottoposto, nelle scorse ore, all’attenzione dei Ministeri della Sanità e dello Sport) le società di Serie C sembrano intenzionate ad andare verso la definitiva chiusura della stagione sportiva 2019/2020.

Dando seguito alle intenzioni già palesate nelle scorse settimane, infatti, il Consiglio Direttivo della Lega Pro – nell’assemblea di Lega che sarà convocata proprio il prossimo 4 maggio – dovrebbe decidere per la chiusura definitiva delle competizioni. Il motivo principale è l’inapplicabilità, per questioni di sostenibilità economica, del Protocollo proposto dalla FIGC, come ammesso a TuttoC dallo stesso presidente Ghirelli.

La Serie C unita verso la chiusura anticipata del torneo

Tra le diverse componenti del calcio italiano, la Lega Pro era stata una delle prime a comprendere la gravità della situazione legata alla diffusione del Covid19, arrivando per prima alla sospensione integrale dei campionati mentre in categorie più blasonati si procedeva alla disputa di turni mutilati e a stucchevoli litigi tra le varie società. Ora, dato il prolungarsi dell’emergenza che non permetterà un immediato ritorno a condizioni di normalità che possano favorire la disputa delle attività sportive agonistiche in condizioni di assoluta sicurezza per la salute di pubblico e atleti, la Serie C pare andare di nuovo in controtendenza rispetto alle altre componenti del calcio, spingendo per la chiusura proprio in un momento in cui in massima serie si preparano a tornare in campo. La decisione finale sulla sospensione del torneo, comunque, spetta al Consiglio Federale, che dovrà essere riunito prossimamente. 

Naturalmente, la chiusura anticipata del campionato di Serie C non sarà priva di conseguenze per la stessa Lega Pro e per le società coinvolte: oltre alle ingenti perdite economiche provocate dall’inevitabile mancato afflusso di pubblico allo stadio (risorsa imprescindibile per il bilancio di un club di Serie C, che non può contare su faraonici contratti di sponsorizzazione con ricche multinazionali né sulle ampie rendite generate dai diritti tv che invece irrorano le casse delle società di Serie A), infatti, dovranno essere stabiliti i criteri per le promozioni e le retrocessioni. 

La proposta dei club: promosse le tre capoliste più un club sorteggiato

Scontata la promozione diretta in Serie B per le capoliste dei tre gironi (Monza, Vicenza e Reggina), bisogna decidere come assegnare la quarta promozione – quella che, normalmente, si aggiudica la vincente della finale playoff. La proposta lanciata ieri dall’Assemblea delle società della Serie C prevede che la quarta promozione venga assegnata tramite sorteggio a una tra le società attualmente in una posizione utile per l’accesso ai playoff (anche la Triestina, a oggi, sarebbe ammessa al sorteggio). Tra le ipotesi vagliate c’era anche il blocco delle delle retrocessioni in Serie D e dei ripescaggi in Serie C, prontamente criticata dal presidente della Lega Nazionale Dilettanti (e vicepresidente vicario della Federcalcio) Sibilia. Anche tra gli stessi presidenti della C, comunque, non c’è unanimità: De Laurentiis, fortemente contrario al sorteggio per la quarta promozione avrebbe già minacciato di fare ricorso, mentre il presidente della FeralpiSalò eliminerebbe, per questa stagione, la quarta promozione. 

Aldilà di qualche voce fuori dal coro, comunque, il fronte delle società di Serie C pare unito verso la chiusura anticipata della stagione, vista l’impraticabilità del Protocollo della FIGC per realtà dalle risorse limitate come quelle che popolano il calcio di provincia. ma mentre la Lega Pro lavora alla ricerca di soluzioni praticabili e compatibili con le proprie condizioni, gli altri organi della Federcalcio sembrano sordi alle richieste di aiuto delle realtà più piccole. Come, del resto, è sempre avvenuto negli ultimi anni. Proprio per questo – oltre alla sospensione del campionato e alle decisioni relative a promozioni e retrocessioni – nella proposta che i club della Lega Pro presenteranno alla FIGC ci sarà anche una riforma dell’intero sistema della Serie C, orientato a una maggior sostenibilità economica del campionato per evitare il triste spettacolo delle decine di fallimenti societari che ogni anno falcidiano gli organici dei campionati. Sperando che, almeno stavolta, la Federcalcio non si giri dall’altra parte. Ma le premesse sono tutt’altro che positive.