30.04.2020 – 18.53 – Mentre la nave-ospedale sembra ormai una realtà assodata per Trieste, l’opposizione continua a denunciare quanto ritiene una scelta sbagliata: tanto per i malati delle Case di riposo, quanto per gli alti costi della nave stessa.
La deputata Debora Serracchiani, del Partito democratico, parte all’attacco: “Non bisognerà mai smettere di denunciare lo scandalo della nave-ospedale voluta dalla cocciutaggine inspiegabile di Fedriga e Riccardi, in pratica contro Trieste e ogni buon senso. Ciò che non vogliono ammettere a nessun costo è che hanno fatto tardi e male quanto serviva per mettere in sicurezza le case di riposo cittadine, al punto che l’assessore competente non fornisce i dati precisi sui tamponi effettuati, nemmeno di fronte a interrogazioni in Consiglio regionale e al Senato.
“Per questa vergogna – soggiunge la Serracchiani – arriverà anche un’interrogazione alla Camera. Ma intanto sia chiaro che le spese per errori e ritardi della Regione vengono messe in conto allo Stato”.
Furio Honsell, consigliere regionale di Open-Sinistra FVG, giudica la gestione della faccenda “altamente imbarazzante, da parte dell’assessore alla Salute, Riccardi, e mi chiedo perché finora non sia stata convocata una Commissione specifica per illustrare a noi consiglieri regionali questa possibilità e confrontarci su altre soluzioni da mettere in campo”.
“Le navi sono state i principali focolai, all’esordio della pandemia. Da tempo immemore – fa presente l’esponente di centrosinistra – si alzava la bandiera gialla sulle navi infette, quindi non sembra certamente una soluzione strategica sulla quale fare affidamento per la gestione della Fase 2, ma solamente l’ennesimo esempio di improvvisazione e rincorsa all’emergenza”.
“Rimango altresì sconcertato – aggiunge Honsell – dal confronto gestito dalla direzione regionale Salute con le associazioni degli albergatori: gli stessi capitolati per l’offerta che dovevano pervenire già mesi prima, sono arrivati quando ormai era troppo tardi. L’offerta è stata richiesta loro solo dopo che era già uscita la notizia della nave sulla stampa, quindi dopo avere già scelto l’opzione del vecchio traghetto. Forse solamente per salvare le apparenze, quando ormai non c’era più tempo”.
“Adesso i posti sul traghetto non sono sufficienti, ma se ci si vuole attrezzare per il futuro – fa presente il consigliere – l’accordo con gli alberghi deve essere definito il più rapidamente possibile, per gestire una eventuale seconda ondata e non farci ritrovare impreparati”.


