16.04.2020-12.30- Oggi ci ha lasciato Luis Sepulveda, un grande scrittore ma anche giornalista, poeta, attivista cileno naturalizzato francese che tramite la letteratura voleva ‘dar voce a chi non aveva voce’. Ad ottobre aveva compiuto 70 anni. Il 25 febbraio aveva avvertito i primi sintomi del Covid-19. Ricoverato due giorni dopo all’ospedale di Oviedo, Spagna, se n’è andato infine il 16 aprile 2020 per colpa del virus. Sepulveda era nato il 4 ottobre 1949 in Cile, aveva poi lasciato il suo Paese nel 1977 al termine di una difficile stagione di attività politica, conclusasi drammaticamente con la sua incarcerazione da parte del regime del generale Pinochet. Ha viaggiato a lungo nel mondo e fu anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace. Dal 1996 si stabilisce in Spagna.
Nello stesso anno scrive “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, un romanzo delicato e sensibile adatto a bambini ed adulti. Da esso verrà poi realizzato nel 1998 “La gabbianella e il gatto” diretto da Enzo D’Alò che diventa il film d’animazione italiano di maggior successo commerciale. Tantissimi i suoi successi, dei quali se ne possono citare alcuni come: “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, del 1988; “La frontiera scomparsa” del 1994, “Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico” del 2012; “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”, 2013. Il suo ultimo libro è “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa”, del 2018.
Sepulveda inoltre è stato vincitore del Premio Hemingway per la Letteratura, del Premio Chiara alla carriera e insignito di una Laurea Honoris Causa in Lettere dall’Università di Urbino.
Per salutarlo, una frase famosa di colui che ci ha fatto volare con le sue parole: “Nessun uccello vola appena nato, ma arriva il momento in cui il richiamo dell’aria è più forte della paura di cadere e allora la vita gli insegna a spiegare le ali.”
Michela Porta


