22.04.2020 – 16.00 – Si è svolta stamane la video-conferenza stampa per l’illustrazione del nuovo accordo sottoscritto da Confindustria Alto Adriatico e i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Pordenone, relativamente al tema della sicurezza sul lavoro. In particolare la cosiddetta “Fase due“, ovvero la riapertura delle attività produttive che prevederà l’introduzione di nuove modalità di organizzazione del lavoro, in linea con le prescrizioni sanitarie in via d’adozione, passerà tramite i Comitati interni alle aziende e, nelle Pmi a minor dimensione, dall’RLST, ovvero il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza a livello territoriale. L’accordo è stato illustrato da parte del Presidente Michelangelo Agrusti e dal Direttore Operativo Giuseppe Del Col, con la presenza del Direttore Generale, Massimiliano Ciarrocchi, del Vicepresidente Vicario di Confindustria Alto Adriatico, Pierluigi Zamò, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.
“Un accordo maturato nell’esperienza di questi anni – favorita certamente dal Patto della Fabbrica di Roma – e che trova oggi, in questa condizione straordinaria, la possibilità di una sua applicazione immediata“. Ha spiegato Agrusti, sottolineando come tale risultato “nasce nel tempo dell’emergenza Covid-19” ma non si vuole focalizzare e limitare esclusivamente ad esso, al contrario, vuole costituire “uno dei pilastri delle nuove relazioni industriali che intendiamo realizzare su base regionale”.
L’accordo, come spiega ancora il Presidente di Confindustria Alto Adriatico, nasce in particolare dalla necessità di verificare che “le misure previste nei protocolli vengano concretamente applicate“. Un problema, ha continuato, che si pone nel caso della quasi maggior parte delle aziende del territorio, “le piccole e medie aziende dove non c’è una presenza sindacale organizzata” ma dove si rende comunque necessario “garantire che questi protocolli siano applicati e rispettati.”
Proprio per far fronte a questa necessità si è deciso, da un lato, di “rivitalizzare l’OPP -l’Organismo Paritetico Provinciale” ente bilaterale composto da rappresentanti datoriali e sindacali che, in questa fase, si avvarrà dell’apporto di medici consulenti esterni, esperti in prevenzione ed epidemiologia dell’ASS 5 pordenonese, “che assisteranno i lavori dell’OPP quando quest’ultimo lo riterrà necessario”. Dall’altro lato, invece, verrà introdotta una nuova figura, l’R.L.S.T, il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza a livello territoriale che, come spiegato ancora da Agrusti, “su base bilaterale potrà andare nelle aziende per verificare che le condizioni di lavoro siano rispettose dei protocolli e delle regole nazionali e territoriali per la sicurezza sul lavoro” nella fase di riapertura e non solo.
Confindustria “non ha mai immaginato che ci potessero essere decisioni unilaterali” ha affermato infine Agrusti. “Era chiara la necessità che tutto questo dovesse svolgersi in un accordo con chi i lavoratori li rappresenta”.
Ad illustrare nel dettaglio il contenuto dell’accordo, il Direttore Operativo Giuseppe Del Col, riassumendolo principalmente in due termini: “tradizione e innovazione“. Tradizione perché “Pordenone, non soltanto nella contrattazione, ma anche nella costituzione degli organismi paritetici è un unicum“. Tramite l’OPP si vuole costituire un’organizzazione strutturata per l’informazione alle imprese in merito ai progressi medico-scientifici delle terapie anti Covid-19, all’evoluzione dei protocolli tecnici e precauzionali da adottare nei luoghi di lavoro e agli sviluppi delle normative ad hoc tanto nazionali che regionali.
“L’innovazione, invece, viene data sia dalle competenze che l’OPP si è quindi assunto nell’attività di prevenzione sul Coronavirus, con un fondamentale apporto aggiuntivo sul piano medico e tecnico-scientifico, e sia collocando una figura nuova, l’R.L.S.T, che” precisa Del Col “non avrà la connotazione di controllore o verificatore esterno sulla legittimità o meno dei comportamenti, ma sarà invece una figura che, accanto ad un altro rappresentante datoriale, avrà essenzialmente un ruolo di consulenza, tanto nei confronti delle imprese quanto dei soggetti che ruotano attorno all’impresa, affinché i protocolli ed i comportamenti siano coerenti e siano efficaci progressivamente nella lotta contro il virus”. Le modalità di analisi e verifica sull’attuazione delle misure di sicurezza “anti Covid-19” in azienda, e la promozione di eventuali integrazioni per assicurare ai lavoratori adeguati livelli di protezione, condizione necessaria per la prosecuzione delle attività, saranno effettuate congiuntamente tra l’azienda stessa, un rappresentante di Confindustria Alto Adriatico e l’R.L.S.T.
Entusiasmo è stato espresso anche dai rappresentanti delle parti sindacali, i quali hanno definito l’accordo “un completamento” a quel bisogno, nato sulla spinta della Fase 2 in particolare, ma già precedentemente sentito, di “costruire una rete efficiente per la sicurezza del lavoro“.


