Isolamento e coppia: come affrontare la convivenza durante l’emergenza?

28.04.2020 – 14.10 – Questo periodo di convivenza forzata ha portato diversi problemi anche sul piano delle dinamiche di coppia: c’è infatti chi già viveva una relazione difficile e chi, invece, per la prima volta scopre di non sopportare la presenza dell’altro tutto il giorno. La mancanza di una routine quotidiana, che in questo momento non c’è più, ha decisamente creato difficoltà negli equilibri della relazione, anche se gli effetti li vedremo concretamente fra qualche mese, quando avremo (ci si auspica) un boom di nascite o, al contrario, un picco di cause di separazione.
Com’è la situazione nelle case dei triestini dove mariti e mogli, fidanzati e fidanzate sono ora costretti a una vicinanza improvvisa? E come fare per superare questa difficile fase? Ne parliamo con la psicologa-psicoterapeuta, Federica Parri.

“E’ corretto dire che nessuna coppia era abituata a stare insieme per tanto tempo, nella maggior parte dei casi, in uno spazio ridotto. Nella quotidianità c’era sempre un momento per sé stessi, come l’aperitivo con le amiche o le lezioni in palestra. In questa situazione bisogna inoltre fare i conti con il nervosismo causato dalla situazione generale, la paura economica e la paura del virus. E ancora per la difficoltà di ritagliarsi degli spazi privati ma vivendo costantemente insieme”.

“Non abbiamo una mappa o modello da seguire per affrontare le difficoltà perché è la prima volta che succede alla nostra generazione. In questo momento possiamo identificare due tipi di coppie: quelle che erano già intime e lo diventeranno di più durante la quarantena e quelle che erano già prima in difficoltà. In quest’ultime o ci può essere la possibilità di rivedere la situazione e  di rimettersi in discussione come persone e come coppia, oppure – spiega la dottoressa Parri- ci sarà un aumento dell’allontanamento che può arrivare alla separazione a fine quarantena”.

“Le persone coinvolte possono porsi alcune domande ad esempio ‘Visto che mi tocca stare insieme, cosa faccio? come mi costruisco una relazione serena e stimolante?‘. Dato che spesso nella coppia si tende ad incolpare l’altro se le cose non vanno bene, con le classiche recriminazioni del tipo ‘se solo tu mi ascoltassi di più, se fossi più disponibile sessualmente si rimetterebbero a posto le cose‘, va ricordato che lamentarsi in questo modo, oltre ad essere inutile, irrita il partner. Dobbiamo tenere in mente che non abbiamo nessun potere sull’altro, mentre lo abbiamo sui nostri comportamenti ed atteggiamenti. Se voglio che l’altro mi ascolti, devo provare a dire qualcosa di interessante anche per lui/lei. Chiarire inoltre cosa l’altro debba fare per noi, quando si sente l’esigenza di sfogarsi, è importante e aiuta a non creare tensioni.”

Come gestire la quotidianità della coppia ai tempi del coronavirus?

E’ importante organizzarsi degli spazi in cui si creano attività specifiche (un luogo per il lavoro, un luogo per staccare da tutto). Se non c’è abbastanza spazio, mi organizzo una zona, come la scrivania o il tavolo, con determinati oggetti per fare quelle attività. Bisogna inoltre dividere il tempo della coppia da quello del lavoro, da quello intimo cercando di farlo in maniera esplicita ed organizzata”.

“Parlando della sfera più intima, possiamo affermare che l’erotismo si accende quando tra due persone c’è la giusta distanza, quando c’è un bilanciamento tra l’intimità e la differenza individuale. Non c’è quando l’altro ha bisogno di me, ma nel momento in cui l’altro mi desidera per quello che sono. Bisogna trovare un modo di coniugare libertà e connessione all’altro in quanto anche in quarantena si presenta la necessità di coltivare le cose personali: se una coppia condivide tutti gli interessi assieme è più probabile si spenga prima, rispetto a una coppia che ha interessi che sono individuali”.

Per le coppie separate in casa che non possono separarsi per problemi economici o per la gestione dei figli, in questo momento difficile di convivenza forzata, è importante essere chiari dividendosi i compiti in maniera precisa, ad esempio io mi occupo della cucina e tu delle pulizie, scrivendo anche un contratto. Bisogna cercare di non riversare i rancori sull’altro e rendersi conto quando facciamo qualcosa per vendetta e per far stare male l’altro, quindi se sono arrabbiata/o con te non c’è bisogno di fare una ripicca.”

Invece per creare quelle situazioni utili a mantenere viva l’intimità di coppia?

Per ritrovare l’intimità, possiamo cercare di sedurre il partner. Si possono creare delle situazioni ad hoc come ad esempio fare una cenetta romantica con lui/lei. L’ideale sarebbe organizzare la sala da pranzo in un certo modo, vestirsi bene, cucinare qualcosa di diverso anche perché se gli spazi sono ridotti, l’immaginazione è infinita. L’immaginazione è essenziale per non parlare sempre delle stesse cose, che in questo periodo possono riguardare soprattutto le cose che ci fanno preoccupare quindi pensare al futuro in modo positivo fa bene.
Un ulteriore stimolo può essere immaginare il nostro partner in maniere diverse o intriganti, così da spostare la coppia dagli soliti schemi al fine di non appiattire le individualità. Inoltre è importante essere chiari con il partner e dire all’altro quando siamo nervosi e abbiamo bisogno del nostro tempo. Altresì è poi fondamentale dire all’altro grazie quando  che il nervosismo è passato.
Poi possiamo fare un check sulle nostre emozioni, quando ci svegliamo e, durante la giornata, chiederci ‘Come sto? Come sta la mia rabbia, la mia felicità, la mia stanchezza?‘  Essere consapevoli di come si sta, evita di dare la colpa all’altro per il nostro malumore”.

La dottoressa ha inoltre individuato un esercizio di coppia per gestire la rabbia:

“Esiste questo ideale romantico che le coppie debbano essere felici, mentre in realtà la rabbia e il conflitto ci sono sempre ed è normale che sia così. Ignorare la rabbia non va bene perché finisce per allontanarci dal partner. Agire con insulti o in maniera violenta  è ancora peggio, perché non risolve ma amplifica i problemi. Fatte queste premesse proviamo ad entrare in contatto con la nostra rabbia, sentire quanto è forte e chiediamo al nostro partner di aiutarci. Mettendosi davanti al partner, a circa un metro e mezzo di distanza, con i palmi delle mani rivolti verso l’altro, all’altezza del petto, quindi con le mani premute l’una contro l’altra, bisogna iniziare a spingere, respirando profondamente e sentendo l’energia che viene dalla pancia. Questo esercizio non deve essere fatto per fare del male all’altro, non vince nessuno. L’obiettivo è semplicemente buttare fuori l’energia della rabbia: quindi guardiamo l’altro e spingiamo a vicenda, focalizzandoci sulla rabbia che sale, buttandola fuori dal nostro fisico. Facciamolo per un po’ lasciando che questa energia vada via pian piano. L’esercizio è meglio farlo senza parlare, solo respirando. E’ un modo per evitare di parlare all’altro in maniera aggressiva e tornare così a una relazione più armonica e calda con il partner”.