FVG, Fedriga: “A giugno non ci saranno più attività da riaprire”

27.04.2020 – 09.13 – Se già il panico tra febbraio e marzo aveva creato danni all’economia italiana e le prime settimane di lockdown irreparabili fratture nell’economia regionale, la decisione del governo Conte di traslare al 18 maggio e al 1 giugno la riapertura della stragrande maggioranza delle attività ha destato il panico in un mondo di piccole attività imprenditoriali e commercianti da tempo in grave difficoltà.
Il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga si è fatto interprete di questi sentimenti, quando ha criticato il nuovo Dpcm del Governo, quale ospite ieri sera a “Live – Non è la D’Urso” su Canale 5.
Fedriga si è detto “Estremamente preoccupato. Sto sentendo le nostre categorie economiche. A giugno non ci saranno più attività. La strategia, come abbiamo cercato di fare qui, era chiudere tutto e subito, ma poi riaprire in sicurezza. Ci sono imprenditori virtuosi che si sono organizzati: o gli ridiamo un respiro o ammazziamo il Paese. Se non li lasciamo lavorare, non riprenderanno più e lasceranno a casa le persone“.

“Nella mia regione c’è già l’obbligo della mascherina. Dobbiamo coniugare salute ed economia. Non so se è chiaro il dramma economico. I comitati tecnico-scientifici vanno benissimo e sono bravissimi, ma non sanno cosa succede nel Paese reale: questo spetta alla politica, altrimenti a cosa serve? Dobbiamo dare una prospettiva e avere fiducia nei cittadini e nelle imprese. Non si possono fare conferenze di mezzora alle 20.30 di domenica e creare il panico nel Paese”.

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