Fauna selvatica, Piccin (FI): “Governo ascolti categorie agricoltori su rischio raccolti”

06.04.2020 – 14.30 – “La grave emergenza Coronavirus ha fatto riemergere, tra gli altri, il problema del mancato contrasto della fauna selvatica, che il governo giallorosso sinora non ha voluto affrontare, nonostante le proposte di legge che non deve far altro che esaminare, come quella promossa dalla sottoscritta. Auspico che il nuovo allarme di Coldiretti venga accolto e finalmente il Parlamento possa discutere anche la proposta votata da maggioranza e parte dell’opposizione del consiglio regionale Fvg”. Lo afferma la consigliera regionale Mara Piccin (Forza Italia), alla luce dell’allarme lanciato dall’associazione di categoria sul fatto che, con l’emergenza Coronavirus, i cinghiali circolano senza ostacoli tra campagne e centri abitati (anche lungo le vie storiche di capoluoghi di grandi dimensioni), danneggiando i raccolti e mettendo a rischio la sicurezza degli automobilisti nelle rare occasioni in cui è permesso uscire di casa.

“La proposta di legge nazionale “Norme in materia di prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica” – continua Piccin – giace nei cassetti romani, nonostante fosse stata approvata anche da gran parte del Pd regionale. E la maggioranza alla Camera aveva già stoppato, in sede di Commissione Agricoltura, una norma a contrasto della fauna selvatica. Eppure, anche la ministra Bellanova e il M5s avevano promesso, sul palco della manifestazione di Coldiretti lo scorso autunno, un segnale legislativo per affrontare il problema”.

“Ovviamente l’emergenza Coronavirus ha posto una mole di urgenze da affrontare nell’immediato – osserva Piccin -, ma tra i suoi riflessi c’è anche il problema della fauna selvatica fuori controllo e della necessaria tutela, ora più che mai, dei raccolti per l’approvigionamento alimentare. Gli agricoltori e non soltanto chiedono ora più che mai di mettere in campo misure che, come quella che promossi e fu approvata, perseguono l’obiettivo di tutelare il territorio, la salute pubblica e l’economia, con le necessarie modifiche legislative che, nel caso specifico, attribuirebbero alle Regioni la gestione del controllo degli ungulati, anche al di fuori dei periodi e degli orari vigenti, e affiderebbero l’attuazione dei Piani di abbattimento ai cacciatori soci delle riserve di caccia, coordinati dalle guardie venatorie dipendenti dalle pubbliche amministrazioni”.

[c.s]

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