Covid19, prove di ripartenza per l’industria automobilistica italiana

15.4.2020 – 11:00 – Per Fiat-Chrysler Automobiles e le sue maestranze, proprio in queste ore, sta iniziando (seppur con cautela) la cosiddetta ‘’Fase 2’’. Una ripartenza graduale degli stabilimenti e delle mansioni dei rispettivi lavoratori; non si tratta di una reale apertura degli impianti produttivi ma di un primo e concreto passo per giungere a questo obiettivo. Da ieri, infatti, 106 operai dello stabilimento di Melfi (PZ), hanno ripreso ad effettuare test e collaudi su pista dei futuri modelli ibridi ”Jeep Renegade Plug-In” e ”Jeep Compass Plug-In’‘. La ripresa delle attività presso l’impianto produttivo lucano, rappresenta un importante esempio di collaborazione costruttiva tra azienda e sigle sindacali, sulla riapertura delle fabbriche (non solo automobilistiche) all’insegna delle massima sicurezza possibile. I principi da seguire, infatti, verranno stilati con la collaborazione del noto virologo italiano Roberto Burioni. Tra questi ricordiamo la misurazione della temperatura corporea a tutto il personale durante la fase di afflusso allo stabilimento, la distribuzione di mascherine chirurgiche e occhiali trasparenti a tutto il personale, due per ogni turno di lavoro, e sensibilizzazione dei lavoratori tramite informazioni rilasciate sul portale aziendale personale. Va infine precisato che questo accenno di ripartenza è stato possibile solo grazie al processo di igienizzazione dell’impianto, dagli spazi produttivi agli uffici, dalle aree riunioni agli spazi comuni fino ai veicoli di servizio, eseguito nel corso delle settimane di stop.

Non solo Melfi ma anche Atessa e Torino:

I prossimi stabilimenti a riaprire i battenti saranno l’abruzzese ‘’FCA Sevel’’ di Atessa, impianto in cui viene prodotto il ”Fiat Ducato” e lo storico stabilimento di ”Mirafiori”, a Torino, in cui vengono prodotte ”Maserati Levante” e la nuovissima Fiat 500 Elettrica, prossima a debuttare sul mercato il prossimo 4 Luglio 2020.

Ed è proprio quest’ultima vettura ad aver subito maggiormente i danni dalla chiusura da Covid-19. La prima utilitaria a propulsione elettrica italiana, infatti, dopo aver visto sfumare la sua presentazione al ”Salone di Ginevra” dello scorso Marzo, ha subito un imprevisto stop alla produzione dei primi 500 esemplari full-optional già ordinati (tramite web) dai loro futuri proprietari. Ora la sfida consisterà nel provare a rimettere in pari la produzione senza incappare in spiacevoli ritardi nelle consegne.

Ultime notizie

Dello stesso autore