02.04.2020 – 11.39 – Ieri, mercoledì 1 aprile 2020, l’Ordine dei Medici di Udine si era recato a Trieste per ritirare 6mila mascherine con le quali rifornire i medici di medicina generale dell’entroterra friulano. Un approvvigionamento insufficiente per i bisogni del territorio, a Udine, come a Trieste, ma necessario per proteggere il personale sanitario in prima linea. Tuttavia le mascherine sono state rifiutate a causa di una circolare inviata dal Presidente nazionale della Federazione degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli.
Le mascherine risulterebbero infatti “non conformi” con le necessità dei Dispositivi di Protezione Individuale.
“Le mascherine FFP2 – riferisce il Presidente dell’Ordine dei Medici di Udine, Maurizio Rocco – sono rimaste dentro gli scatoloni nella sede dell’Ordine triestino che, in quanto Ordine del capoluogo, è investito del compito di distribuire agli altri ordini provinciali il materiale”.
“Non è ancora ben chiaro il motivo della non idoneità all’uso sanitario di queste mascherine, in quanto – sottolinea il Presidente Rocco – nessuno di noi le ha viste”
Soggiungendo “che il personale medico auspica quanto prima una risoluzione dell’ennesima impasse che si aggiunge all’attesa infinita dei presidi”.
“Restiamo in attesa – conclude il dottor Rocco – di conoscere i dettagli di questo stop e soprattutto di sapere quando potranno arrivare, dopo quasi due mesi di richieste, gli indispensabili dispositivi per la sicurezza personale e collettiva, perché un medico contagiato è un rischio per se stesso e per la comunità ed è soprattutto un uomo o una donna in meno nella lotta contro il virus”.
Allo stadio attuale c’è una generale rincorsa a qualsiasi mascherina sia possibile trovare, dalle chirurgiche ai modelli più avanzati; tuttavia solo le mascherine FFP3 proteggono effettivamente dal Coronavirus. Mentre le FFP3 hanno una valvola filtrata di esalazione, le FFP2 hanno una valvola senza filtro e come tali garantiscono una protezione solo parziale.
Trieste All News, Mascherine con valvola senza filtro, più che fermarla rischiano di diffondere l’epidemia


