Slovenia, fabbriche in crisi per il Covid-19. Chi chiude, chi continua

21.03.2020 – 09.15 – Come in Italia, anche in Slovenia la questione se chiudere o meno le fabbriche presenta un dilemma che i diversi proprietari decidono singolarmente: chi preferendo chiudere, chi proseguendo l’attività, ma con orari ridotti, chi ancora proteggendo i propri operai con adeguati dispositivi di protezione individuale.
L’industria la cui (temporanea) chiusura avrà maggiori conseguenze tanto in Slovenia, quanto in Italia è la “Hisense Gorenje“. Ditta di proprietà cinese, quarta produttrice europea di elettrodomestici, la Gorenje aveva lamentato che iniziavano a mancare parti essenziali dalla Cina; ora ironicamente questo problema di approvvigionamento è stato risolto, ma è l’Europa a destare preoccupazione. Nonostante la Gorenje disponga di mascherine e dispositivi di protezione individuale adatti, ha preferito comunque chiudere tutti gli impianti in Europa dal 23 marzo al 5 aprile. Cinquemila operai sloveni pertanto potranno rientrare a casa, senza esporsi al rischio di contagio.

Hanno anche chiuso la BSH Hišni Aparati (produttrice di elettrodomestici), la Elan (equipaggiamento sportivo), la Alpina Sports (scarpe), la Magna Steyr (vernici) e la Rezov (automobili).
Il gruppo TPV, attivo nell’industria automobilistica, ha spiegato che non può chiudere a meno che non intervenga lo stato o l’Unione Europea. Come altre industrie, la TPV si estende su più stati, con una filiera “globale” messa in crisi da un’epidemia che ne spezza il carattere transnazionale.
Nonostante la pandemia, l’azienda è obbligata a incontrare specifici obblighi contrattuali per i nostri clienti” ha spiegato il gruppo TPV, soggiungendo che altrimenti l’azienda infrangerebbe il contratto, oltre a perdere competitività nel mercato.
La TPV impiega 1200 lavoratori distribuiti tra Slovenia, Serbia, Cina e Stati Uniti.

Intanto la Dewesoft, esperta nella costruzione di sistemi di acquisizione dati, usati nello sviluppo di razzi e satelliti, continua a lavorare: l’azienda hi-tech, con 200 lavoratori, si è organizzata prendendo ad esempio le più rigide misure di sicurezza cinesi.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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