22.03.2020 – 15.01 – In tema di mascherine di protezione e profilassi per evitare la diffusione del Covid-19, mentre si discute dell’efficacia e disponibilità dei vari presidi medici e dell’opportunità o meno di allargarne l’uso all’intera cittadinanza, è giunta invece, dopo alcuni giorni di smentite e sotto le pressioni dell’ambasciata italiana, la conferma a denti stretti che il governo della Repubblica Ceca, protagonista di un sequestro di 680mila mascherine e 28mila respiratori, era a conoscenza del fatto che una parte di questo carico fosse un dono della Croce Rossa della Cina all’Italia, e non un errore.
Non si trattava solo di materiale rubato a imprese ceche, versione che il ministero della Salute locale aveva continuato a sostenere, anche contro le testimonianze di ricercatori cechi stessi: il materiale era chiaramente destinato al nostro paese. Non ci sono ancora scuse ufficiali all’Italia, solo parziali ammissioni del ministero dell’Interno ceco. L’auspicio è che l’episodio non gravi sui rapporti fra i due paesi, entrambi membri dell’Unione Europea, soprattutto perché a quanto pare la Repubblica Ceca non è intenzionata a spedire il carico all’Italia, ma di ordinare una nuova spedizione dalla Cina verso il nostro paese, a spese sue. Allungando però di molto i tempi.
[r.s.]


