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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Il cinghiale e la multa salata. Diritto 4.0

16.03.2020 – 13.42 – In questi giorni, in cui siamo tutti costretti a trascorrere gran parte del nostro tempo chiusi a casa, vediamo assieme cosa succede se proviamo a detenere animali selvatici di grossa taglia, come i cinghiali. Si, lo so che l’associazione di idee non è delle migliori, ma questo è quello che ci viene dato dalla giurisprudenza italiana, e ci dobbiamo accontentare. Comunque, l’associazione di idee non è collegata alla stazza degli animali, ma all’attuale pericolo per la salute pubblica. Se ti sei sentito tirato in causa per altri motivi, non è colpa mia.

Succede a Teramo, dove un allevatore improvvisato viene multato per avere detenuto “tre esemplari vivi di mammifero di specie selvatica”. La multa è salata, di ben 5.000,00 euro, e il motivo della multa è la violazione della legge sul commercio e detenzione degli animali (legge 150/1992). Infatti, questa legge stabilisce che “è vietato a chiunque detenere esemplari vivi di mammiferi e rettili di specie selvatica che costituiscano pericolo per la salute e per l’incolumità pubblica”. Come si fa a sapere quali animali selvatici siano pericolosi? Ci pensa il Ministero dell’Ambiente (decreto 19/04/96) che proibisce la detenzione degli animali di un lungo elenco. Vediamo se sei preparato. Puoi detenere un gatto? Si, è un animale domestico, non selvatico. E puoi detenere un elefante? No, ma questa era facile. Ora le cose si complicano. Puoi detenere un aye-aye? Non sai cos’è? Informati: potresti averne uno, ma possederlo è proibito perché può costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica (a vederlo non si direbbe, ma non si può mai sapere). E puoi possedere un atrattapside? O un tayra, o una mauremide caspica? No, no e no. Sono pericolosi come i panda, i cervi e le tigri. E i cinghiali.

Torniamo al nostro sfortunato allevatore, che prova a contestare le prove. Purtroppo, all’inizio è stato proprio lui a sostenere di essere il proprietario degli animali, arrivando a raccontare come avesse catturate personalmente le tre scrofe, poi collocandole nel recinto. Peggio di così. Allora, prova a sostenere la propria buonafede, ricordando alla Corte di Cassazione che i cinghiali ben possono essere allevati. E allora, perché lui no? In effetti, è vero che la scrofa del cinghiale può essere detenuta per allevarla (lo dice il decreto che ho citato prima), ma solo in allevamenti autorizzati. E, nel nostro caso, nessuna autorizzazione era stata concessa. La multa viene così confermata. (Corte Cassazione, sentenza 36706/19)

[g.c.a.]

[disegno di Bianca Cecovini Amigoni]

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