Coronavirus, sarà il ”Tocilizumab” il farmaco della speranza?

12.3.2020 – 08:30 – Il suo nome è ‘’Tocilizumab’’; per molti è il proprio farmaco per la cura dell’artrite reumatoide, per tutti gli altri potrebbe diventare il farmaco della speranza. Quest’ultimo, infatti, impiegato su pazienti affetti da ‘’Coronavirus’’ potrebbe essere una delle armi più efficaci e già in mano ai medici, per contribuire ad arrestare l’espandersi della pandemia. Il suo utilizzo come cura al ‘’Coronavirus’’ nasce da una supposizione che, come ha spiegato il dottor Paolo Ascierto, direttore dell’Immunoterapia Oncologia dell’Ospedale ‘’Giovanni Pascale’’ di Napoli, collega l’Italia alla Cina.

Il ‘’Tocilizumab’’, è un farmaco quotidianamente prescritto dagli oncologi per prevenire gli effetti collaterali indesiderati provocati da alcuni farmaci immunoterapici. Esso è un farmaco che agisce in particolare contro le fatali ‘’Tempeste di Citochine’’, che si verificano nel momento in cui avviene un’importante reazione immunitaria; la medesima reazione che si verifica nei polmoni in seguito all’infezione da Covid-19.

Una volta giunti a questa conclusione, i medici del sopracitato ospedale campano hanno immediatamente raggiunto telematicamente i rispettivi colleghi cinesi, i quali, hanno riferito di aver già utilizzato il ‘’Tocilizumab’’ su 21 pazienti e di aver constatato rilevanti miglioramenti nelle loro condizioni di salute. Attualmente in Italia sono stati sei i pazienti trattati con l’insolito farmaco anti artrite e, il primo di essi, già dopo 24 ore, ha mostrato i miglioramenti sperati. Dopo 48 ore, invece, i suoi parametri respiratori erano rientrati quasi nella norma, motivo per cui, nelle prossime ore, potrebbe anche rinunciare ai tubi dell’ossigenazione nasale. Anche il secondo paziente ha presentato miglioramenti, mentre, sugli altri, si attende ancora che il farmaco faccia effetto.

Nonostante gli effetti del ‘’Tocilizumab’’ debbano ancora essere validati dall’OMS, i responsabili dell’ospedale campano sono positivi, soprattutto poiché migliorerà il controllo e la gestione di eventuali casi di grossa emergenza. Allo stato attuale delle cose, è necessario comprendere quanti sono i pazienti che rispondono positivamente al farmaco, in che modo, come i miglioramenti incidono sulla scomparsa dell’infezione e in che stadio di quest’ultima è consigliato intervenire per permettere al medicinale di poter dare la maggiore efficacia.

L’istituto campano ha messo in piedi una task force assieme all’Ospedale Cotugno per creare un protocollo sicentifico il quale verrà inviato all’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), dove verrà valutato ed eventualmente, se c’è ne saranno i presupposti, fatto entrare in vigore.

(LEGGI ANCHE: ”Crocerossa e Federfarma, farmaci a domicilio a favore dei soggetti vulnerabili”).

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